martedì, 30 gennaio 2007, ore 01:36

Questo è uno dei momenti in cui apprezzo scrivere e aggiornare questo mio personale diario. Mi aiuta a riflettere. Soprattutto quando accadono cose sulle quali faccio fatica ad essere lucidamente razionale.

Non riguarda il week.end appena terminato. Tutto tranquillo e piacevole. Serata con Giulio e i suoi amici. Poi lui ci ha chiesto se volevamo ... allungare ..la serata, ma il giorno dopo avevamo impegni, sia io che Lella. Lei dai suoi genitori e io impegni familiari.

Il problema è mio e non voglio, a questo punto, che sia solo mio... Credo di averlo già scritto agli inizi di questo diario. Durante gli anni del mio matrimonio ( e anche prima del matrimonio) ho tradito diverse volte. Piccole storie, avventure e, a volte, qualcosa di più. Non voglio qui indagare il perchè lo facessi... E' tutta la vita che indago dentro me stesso. Risposte ne ho trovate certo, anche giustificazioni...

Ma razionalizzare i comportamenti non serve a molto. E' utile, ma a volte diventa un pò auto-giustificatorio.

Potrei accontentarmi dicendo che non riesco a non essere preda delle mie passioni, o che desidero troppo vivere intensamente i rapporti, ecc.. eccc...  fiumi di parole e anni di riflessioni, con amici intimi e pure con un piacevolissimo psicanalista (parcella oraria a parte...!!)..

Ma voglio fermarmi qui. Di fatto, da quando vivo con Lella non ho più tradito. Sembrerà uno sforzo di poco conto, ma per me non è così. Sto bene con Lella e le esperienze che stiamo facendo insieme si basano proprio sul fatto che non ci sono tra noi segreti, e con questo intendo relazioni nascoste anche occasionali con altri partner.

Oggi però mi sono sentito in difficoltà. Da un pò di tempo lavora con noi una nuova collaboratrice. Una ragazza di 33 anni, molto sveglia e simpatica. Non ci giro in torno, è anche decisamente carina.  Piccola premessa: in studio siamo in tanti, alcuni soci, tanti collaboratori (maschi e femmine) e diverse segretarie. Il turn over (tra i collaboratori) è assai frequente. Tendiamo, ovviamente, a fidelizzare i migliori, gratificandoli da un punto di vista economico e delegando loro mansioni di  maggiore responsabilità, anche al fine di una loro crescita professionale.

Pur nel doveroso rispetto dei ruoli e delle responabilità, cerchiamo di creare un ambiente di lavoro piacevole. C'è il massimo rispetto per le persone, ma tendiamo a lavorare senza creare un clima "da caserma". Si lavora come matti, ma si scherza anche molto.  Io ho sempre cercato di creare un rapporto amichevole con le persone e anche se sono giovani collaboratori, mi piace parlare con loro, conoscerli meglio, familiarizzare.  A volte funziona meglio altre volte meno. Con alcuni di loro ho ormai da tempo stabilito rapporti di vera amicizia. Sono fatto così e mi piace esserlo.

Con Mara (la chiamerò così) fin dall'inizio è nato un bel feeling, una reciproca simpatia. E non poteva non essere così. Certo è carina e molto, ma la cosa che mi ha colpito è stato il suo atteggiamento sul lavoro. Brava, sveglia, entusiasta, con una determinazione e una volontà unica. Aveva avuto altre precedenti esperienze di lavoro ma desiderava venire da noi. E si è trovata subito bene. E si è resa subito conto che con noi può professionalmente crescere molto e si sente coinvolta in progetti e compiti più importanti.

Mi è subito piaciuto questo suo entusiasmo. Oltre al fatto che si è oggettivamente rivelata un'ottima collaboratrice. Per le sue competenze è finita nel mio dipartimento e si è unita agli altri miei collaboratori.

Per la tipologia del nostro lavoro capita di svolgere molte attività di studio insieme. E in certi periodi si lavora gomito a gomito per ore e ore. Si lavora e si chiacchiera. E con il tempo è nata una certa complicità.

Quando è arrivata da noi, aveva da poco chiuso una sua relazione che durava da alcuni anni (con convivenza finale di circa tre anni). E' stata una cosa difficile per lei e molto sofferta. E ne abbiamo parlato. Mara ha cominciato a confidarsi con me e io con lei. Insomma, è nato semplicemente un bel rapporto, fatto di collaborazione vera sul lavoro, di battute e scherzi e di sincera complicità, anche su aspetti personali.

Poi devo dire che a rendere il rapporto così particolare è stato il fatto che in lei ho riscontrato molti aspetti della sua personalità che mi sono comuni. Una forza e determinazione esterna (nei comportamenti con gli altri e nel lavoro) associata ad una certa fragilità interiore, una delicatezza nei sentimenti. Ho ritrovato in lei certe ansie, che ben conosco...

Però tutto qui. Un bel rapporto tra noi. E il piacere di andare al lavoro sapendo di trovare una bella persona con cui parlare un pò.  Non me ne ero accorto (o meglio - mi conosco bene.. - non volevo accorgemene...) ma qualcosa era già successo dentro di me. Faccio un esempio, che sembra banale ma invece è rivelatore:  nella pausa pranzo non torno mai a casa ma resto in studio. A volte vado a mangiare qualcosa con i miei soci, altre volte salto perchè sono troppo impegnato, altre volte ci facciamo portare qualcosa da mangiare in studio. In effetti non c'è mai una regola. Alcune volte vado a mangiare qualcosa con i miei collaboratori e poi, con il tempo, più spesso mi è capitato di andarci con Mara. Nulla di che, una insalata, un piattino in qualche baretto del centro.  Però mi sono reso conto che mi piaceva uscire con lei e anche per lei era lo stesso.  Bastava che le chiedessi al volo se voleva venire con me a mangiare qualcosa e in un attimo la vedevo già pronta ad accompagnarmi.

Niente di che, si pranzava (peraltro velocemente) e si chiacchierava un pò di tutto (musica, cinema, cazzeggi vari sullo studio, interessi vari e anche affetti vari...) e poi, con il tempo, di noi, di come siamo e cosa vogliamo.

Tutto bene se non che qualche tempo fa mi sono reso conto che di tutto questo non ne avevo mai parlato con Lella. E di questo me ne sono reso conto la volta che mi ha telefonato mentre ero a pranzo con Mara. Non è successo nulla di che, ma le ho detto che ero a pranzo con i soci... Non me le sono sentita di dire che ero con Mara (devo dire che Lella non la conosce.. o forse l'ha solo intravista in studio. Siamo in tanti e lei conosce solo i miei soci e le loro mogli e/o compagne, e viene rarissimamente nel mio studio, sarà capitato 4 o 5 volte in tutto).

Non so perchè ho risposto così... forse temevo di dirle di stare con una persona con cui ho una complicità più intensa di quella che si può avere con un semplice collaboratore di studio. Non lo so. Fatto sta che da allora è sempre stato così.  Non ho mai detto a Lella che a volte pranzavo con Mara. Ma da allora questa cosa ha iniziato a pesarmi.  Ripeto che non ho mai fatto nulla con Mara, anche se, lo confesso, in altri tempi, avrei cercato altro... Non lo so, anzi ne sono certo, avrei ...cercato di approfondire il rapporto con lei.

Ma da quando sto con Lella non voglio nè desidero altro.  Mi piace stare con Mara, parlare con lei. Forse rappresenta un'oasi di tranquillità nella tensione continua del lavoro quotidiano.  Non ho mai avuto "particolari" desideri" per lei. Tanto che non ne ho mai parlato prima. Certo, come uomo, la vedo e vedo bene che è una bella ragazza, gradevole e intelligente. Punto e basta.

Però oggi è successo qualcosa che mi ha messo in difficoltà. Non è facile da descrivere , ma con Mara ho un rapporto che è diventato molto amichevole. Lei ha anche un modo di fare molto .. femminile.. non so come descriverlo. Forse è consapevole di essere una bella ragazza (so bene che altri ragazzi dello studio le stanno addosso.. e i commenti su di lei - simpatici peraltro- si sprecano), forse perchè ha un certo modo di fare, molto espansivo, fatto sta che capita spesso che ci si sfiori, con le mani. Devo dire che Mara, a differenza di altre persone, ha un modo di fare molto "amichevole". Non so come descriverlo. E' il tipo di persona che mentre ti sta parlando, tende a toccarti, nel senso di appoggiarti la mano sul braccio, o che so sulla tua mano. E' come se cercasse il contatto fisico per poterti parlare, e ciò anche se stiamo parlando di lavoro. E' un suo modo naturale, e vedo che lo fa anche con altri. Ma lo fa sorridendo , senza malizia. E quindi ti ci abitui subito. Perchè è un suo modo di relazionarsi.

Ho capito che era così e mi piaceva. Era per me un modo per entrare in sintonia con lei. Pensieri "altri" non ne avevo o non volevo farmene venire.

Però oggi è stato diverso. Stavamo lavorando insieme , al mio pc. E la sua mano sul mio mouse l'ho sentita eccome. Non era per indicarmi dove fare le correzioni alla relazione cui stavamo lavorando. E' rimasta lì e a lungo. E poi si sono tenute strette. E c'è stato un evidente momento di imbarazzo. IO ho ripreso a parlare di lavoro, ma non è stato facile. Ci guardavamo, am le menti erano altrove. Sono quelle belle sensazioni di totale smarrimento, uno nell'altra....

Cazzo, qualche anno fa sarebbe finita diversamente. LO so bene, mi conosco, avrei continuato ad accarezzarla fino ad arrivare a baciarla. Non è successo. Ho fatto finta che non fosse accaduto nulla (non sono un bravo attore...e credo che i miei sforzi non siano riusciti a nascondere il mio evidente imbarazzo..) eho continuato con il lavoro.

Poi le telefonate, gli altri, ecc... Ci siamo fermati lì. Però qualcosa è successo. Ci sto pensando e soprattutto penso a Lella. Non voglio rifare cose che ho già fatto. Non lo desidero assolutamente. Con Lella è diverso. Voglio parlarne con lei. Non mi piace questa situazione. Non voglio nasconderle nulla. Per una volta vorrei riuscire a non farlo.

Ora vado, pensavo di accennare alcuni pensieri e poi è stato più forte di me, è troppo tardi

 

 

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sabato, 27 gennaio 2007, ore 19:29

Mahh... non so.. ieri sera io e Lella abbiamo passato una splendida serata. Non siamo usciti, sia io che lei non ne avevamo voglia. Dopo cena abbiamo deciso di guardarci un film (credo di averlo già scirtto, ma anche Lella è una vera cinefila, come me..). Ha scelto lei , e ha voluto rivedere "Le onde del destino" di Lars Von Trier. Anche se non impazzisco per il suo cinema, sempre sospeso tra (asserita) ricerca di autenticità e gioco autoriale, indubbiamente Von Trier ha un innegabile talento. Comunque mi piace il suo essere così "spigoloso" al limite dello sgradevole. E questo film, sospeso tra peccato e ricerca della purezza, tra amore e sacrificio, è davvero inquietante. Mi aveva già colpito la prima volta che lo avevo visto e le sensazioni sono sempre forti.  La dedizione (assurda, folle, estrema) di Bess è razionalmente incomprensibile ma condivisibile nel più profondo. Ne ho poi discusso molto con Lella.  E più ne discutevamo più ci lasciavamo andare.  Quel senso di abbandono totale è molto intrigante...

Abbiamo fatto l'amore più volte... in modo sia intenso e quasi violento e poi in modo tenero. Fino allo sfinimento. Ho fatto venire Lella più volte. Poi quando non ce la facevo più.. mi sono dedicato a lei, facendola venire baciandola e leccandola, almeno due volte. Mi faceva impazzire questo suo non averne mai abbastanza..  e la sua continua disponibilità a continuare a provare piacere..e io con lei.

Ora aspetto che rientri. Tra poco andremo a cena fuori. Di nuovo con Giulio e i suoi amici.

 

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venerdì, 26 gennaio 2007, ore 03:12

... bravo/a c.m.... chiunque tu sia... Apprezzo sempre l'ironia, molto meno i commenti acidi, le supponenze, le (contro)-risposte asseritamente argute, del tipo.. so io come stanno le cose... , o come te la dico e me la rispondo ( a chi poi??)..

E poi perchè incazzarsi..??...(che sforzo inutile...).. e perchè offendere..?? (che gusto c'è??..)..  e perchè non cercare di sforzarsi di capire??...( cosa c'è di più bello nella vita di riuscire ad entrare in sintonia, o anche in sola empatia, con un'altra persona, meglio ancora se sconosciuta??)...

Mah, io non so, non sono in grado di dire nè di spiegare nulla... Non ho certezze, ma solo dubbi e domande che chiedono costantemente una risposta che cerco sempre di trovare dentro me stesso.  A volte riesco a trovarla, a volte meno. Però mi affascina, o meglio, mi fa sentire enormemente vivo questo sforzo continuo teso a cercare di comprendere ciò che sento e che voglio. E' difficile, è faticoso, è davvero complicato muoversi sempre in questo modo... è come navigare in un mare tempestoso e non avere le coordinate per poter approdare ad un lido sicuro e conosciuto.

Certo sarebbe bello essere sicuri e certi del proprio punto di approdo. Individuarlo e ... trovarlo.

Per me, purtroppo, non è così.  Non conosco, ancora oggi, il mio porto sicuro, nè sono in grado di trovarne le coordinate...

Ma va bene lo stesso...

 

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mercoledì, 24 gennaio 2007, ore 20:04

Sono già due giorni che voglio aggiornare il mio diario ma non riesco a trovare il momento libero per farlo.  Ne approffito ora, dopo aver terminato l'ultimo appuntamento. Poi correrò a casa a prendere Lella, per il nostro consueto cinema settimanale. E' stata "incazzata" con me per un paio di giorni (beh..proprio incazzata non direi..). Il tutto perchè domenica non sono voluto andare con lei alla mostra di design.

In realtà avrei voluto andarci,ma poi domenica un pò perchè mi sentivo stanco, un pò perchè non avevo alcuna voglia di trovarmi in mezzo a centinaia di persone, un pò... perchè volevo starmene in relax a guardarmi la partita di calcio... e vabbè.. le ho detto che non me la sentivo. Tra l'altro, non avremmo dovuto andarci da soli ma insieme ad alcuni amici. Lella si è comunque un pò "incazzata"... del genere... "..possiamo fare insieme solo le cose che piacciono a te... te ne freghi dei miei interessi... se una cosa a te non va non la possiamo fare... ecc. ..ecc...ecc...".

Questi sono i momenti (del tutto comuni ad ogni coppia...) in cui uno è colto dal vago desiderio di sentirsi... single !!!  In genere ti vengono rinfacciate tutta una serie di cose che sono rappresentate in modo assolutamente unilaterale !!  Stai ad ascoltare il loro sfogo e poi pensi:  1) non è vero che facciamo insieme solo quello che piace a me;  2) spesso e volentieri faccio un sacco di cose che desideri tu e di cui a me non potrebbe fregare di meno. So che tu desideri fare una certa cosa e per farti piacere (e anche perchè lo trovo giusto) ti accompagno;  3) tu hai le tue esigenze e vuoi soddisfare i tuoi desideri, cerca però di capire anche le esigenze mie e, magari, di capire che in un certo momento non me la sento di fare una certa cosa; 5) e poi... a volte ho voglia di fare quel cazzo che voglio !!!

Vabbè, il punto 5)... è una stronzata... lo so..

Comunque Lella è andata alla mostra con i nostri amici. E' tornata contenta e soddisfatta per ciò che ha visto, ma mi ha rotto i coglioni tutta la sera per il fatto che io non l'abbia accompagnata.

Diciamo che le è passata lunedì sera. Ho sfoderato tutta la mia faccia di merda... e tra scuse, giustificazioni, promesse future (insomma tutto il campionario possibile dei più patetici atteggiamenti di coppia...) ho fatto nuovamente sorridere Lella.  Lei che è tutt'altro che scema, ha detto e ribadito che sono uno "stronzo" di proporzioni colossali... che con le parole sono sempre capace di "cambiare le carte in tavola", al punto tale da arrivare quasi a farla sentire in colpa.... ecc... ecc...

E mentre lei mi rovesciava (verbalmente) addosso un pò di tutto, io allungavo le mani e beh.. tempo un'ora e ci siamo ritrovati a fare l'amore in cucina, lei in piedi appoggiata alle ante e io dietro di lei. Abbastanza breve, ma intenso assai.

E pensare che il sabato sera ci eravamo divertiti da matti. Eravamo usciti a cena con Giulio e alcuni suoi amici e amiche. Bella compagnia e ottima cena. Poi tutti a casa sua per bere qualcosa. Giulio conosce persone davvero interessanti e comunque molto simpatiche, forse anche per il fatto che sono diversissime tra loro (per età, lavoro, interessi..). E Giulio è bravissimo a metterli insieme tutti. Ne riparlerò sicuramente. Alcuni li conosciuamo già da un pò ma ogni volta c'è qualche nuovo "arrivo".

Poi sul tardi, Giulio mi ha chiesto se volevamo andare con lui e Markus in un certo locale (dove siamo già stati... e succede di tutto e di più...). Ovviamente l'invito era rivolto solo a me e Lella. Ne ho parlato con Lella, ma non se la sentiva, era stanca. Era già tardi e neppure io ne avevo molta voglia. Quando tutti se ne se sono andati io e Lella siamo tornati a casa.

Però la domenica, nel primo pomeriggio, quando Giulio ci ha telefonato raccontando a me e Lella il loro prosieguo della serata, Lella mi ha detto... "...beh..peccato.. potevamo andarci anche noi..."..

Valle a capire... il racconto era stato abbastanza piccante e conoscendo il locale posso ben immaginare... Lella non finisce di sorprendermi...

 

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sabato, 20 gennaio 2007, ore 17:29

Breve aggiornamento. Lella è uscita,  parrucchiere e alcuni acquisti con una sua amica. La serata di ieri è stata davvero divertente, in tutit i sensi. Non era iniziata bene la cosa. O meglio, mi aveva dato un pò di fastidio il fatto che Lella avesse deciso di incontrare Franco senza prima parlarne con me.

Si, certo, ci eravamo detti, anche alcuni giorni fa, che avremmo potuto invitare a cena Franco da noi. Però il fatto che sia stata Lella a prendere l'iniziativa mi ha lasciato un pò così. Mah, non so, da un lato, mi piace l'idea che sia anche lei a prendere certe iniziative ( e ciò mi rinfranca e mi conferma di quanto anche lei sia complice con me in quest nostro percorso) ma, per un altro verso, mi inquieta il fatto che lei prenda una decisione senza parlarne con me. Ma è meglio e giusto così.  Ho sempre saputo che Lella ha carattere e personalità.  Anche per questo mi piace molto. Anche con tutti i rischi che ciò può comportare.

Poi ieri, ripensandoci, mi sono tranquillizzato. Ci siamo sentiti nel pomeriggio e mi ha fatto piacere sentirla contenta, quasi elettrizzata. Mi ha raccontato di aver visto Peter al lavoro. Hanno scambiato poche parole e niente più. Lui abbastanza freddo, lei indifferente. Ma Lella era tutta presa per organizzare la cena con Franco. Le ho dato qualche idea e poi ha insistito perchè tornassi a casa presto.

Sentirla così allegra mi ha cambiato l'umore e ho fatto una "stronzata" delle mie. Ero fuori città per un appuntamento di lavoro. Al rientro mi trovavo su una superstrada. Sapevo che avevano aperto un sexy shop molto moderno. Un grande centro con un pò di tutto. Avremmo già dovuto andarci io e Lella ma non abbiamo mai avuto l'occasione. Vabbè, mi sono fermto lì.  Davvero divertente. Non il solito sehy shop angusto, piccolo, ambiguo. Ma quasi un vero centro commerciale!!!.  Cè di tutto e di più e sicuramente ci tornerò con Lella.  C'erano molte persone e anche diverse coppie. Luminoso, con diversi spazi. Soft, quasi normali, per abbigliamento e oggettsitca e poi altri spazi più hard. Ho fatto un rapido giretto. E alla fine due acquisti: un abituccio (ma in realtà è una specie di calzamaglia integrale tutta traforata -Eros veneziani - davvero terribile !!!!) e un ... paio di manette, tutte ricoperte da finti brillanti tipo svarowski...

Ma si, due autentiche cazzate !!! (per la verità ho intravisto alcuni oggetti niente male... ma ne riparlerò..). Tra l'altro fanno dei pacchetti regalo davvero carini. Beh, sono uscito dal locale con le quelle cazzate ridendo come un deficente....

Sono arrivato a casa e Franco era appena arrivato. Consegno i pacchetti a Lella, ma le dico di aprirli dopo.  Ceniamo chiacchierando tranquillamente.  Non so cosa dire, e forse mi ripeto, ma questi momenti che precedono i nostri incontri sono sempre particolarmente eccitanti. Per certi versi, sono quasi i momenti migliori. Si parla, si chiacchiera, ci si guarda, ma tu sai che anche gli altri pensano alla stessa cosa. Pensano a cosa succederà dopo. Adoro osservare Lella e le altre persone in questi casi. Cogliere lo sguardo di lei, osservare i suoi occhi, le sue movenze. E guardare l'ospite di turno. All'inizio sempre un pò impacciato. Che fa mille sforzi per comportarsi normalmente, come se si trovasse ad una normale cena con una coppia di amici. Ed è un gioco di ruoli, cosapevolmente assunti, da tutti. Con i dettagli, le sfumature che rendono questo "gioco" unico e particolare. Lui che osserva Lella, io che osservo loro, e ciascuno che apsetta una mossa, che qualcosa succeda. Mi piace prolungare queste attese, anche perchè so bene che l'ospite vuole arrivare al dunque... vuole Lella..  ed è quello che tutti vogliamo.

Poi ho detto a Lella di aprire i pacchetti. Si aspettava chissà quale regalo....!! Si è trovata tra le mani le stronzate del sexy shop !! Vabbè, in quei momenti restare seri è davvero difficile... Come fai a non ridere a vedere che ti regalano delle.... manette !!!!???

Il passagggio successivo era scontato. Ho detto a Lella di indossare il vestito-calzamaglia. Una sorta di tutina alla Diabolik ed Eva Kant, totalmente aderente ma completamente traforata, a maglie larghe. Tutta nera. Insomma , una cagata pazzesca (che tra l'altro non te la regalano, anzi !!!).

Beh, quando Lella è arrivata in salone scendendo dalle scale con indosso la tutina... non ce l'abbiamo fatta... sia io che Lella avevamo le lacrime agli occhi dal ridere... Franco ha impiegato un pò di più, ma poi si è fatto coinvolgere anche lui dalla risata collettiva.  Non era un abito da zoccola, ma di più.. molto di più... Proprio da spettacolino hard... ma spettacolino povere , povero...

Poi c'era un aspetto che nella foto della confezione non avevo colto. In prossimità dell'inguine, l'abito era totalmente aperto, lasciando completamente in vista la fica... Lella non riusciva a stare in piedi dal ridere. Pensare che questi abitucci possano rendere erotica una donna è come pensare di eccitarsi guardando la foto di due pesci in un acquario !!! Vabbè l'effetto sexy è davvero inesistente, ma il divertimento è assicurato.  Però devo riconoscere che io e Lella abbiamo sempre avuto con i sexy shop e con i loro mirabolenti oggetti questo tipo di rapporto... ci siamo sempre divertiti..  e la dimensione ludica ha sempre prevalso sull'aspetto erotico. Poi, per carità, si può fare (e anzi non è niente male) del buon sesso divertendosi..

Ad ogni modo, ci siamo ripresi e, comunque, Lella , dietro nostre insistenze, ha continuato a tenere indosso la tutina. Che poi ha fatto una brutta fine... Nel senso che ha subito diverse lacerazioni in più punti. Prima sui seni e poi ..dietro.. Dopo un poco si era.."ridotta"..parecchio!!

Vabbè il costo non era stato eccessivo...!! Le Manette non le abbiamo usate... ma ho qualche ideuccia al riguardo.... In realtà ce ne siamo dimenticati.. Quasi nuda Lella ci siamo ritrovati nudi anche io e Franco. Ieri sera non volevo solo assistere. Desideravo partecipare. Volevo sentire Lella venire nella mia bocca e mi sono dedicato a lungo a baciarla e accarezzarla in mezzo alle gambe mentre la vedevo intenta con Franco.  La biaciavo, mi infilavo con la lingua dentro di lei, nel più profondo mentre la osservavo dedicarsi al cazzo di Franco. Lui inginocchiato di fronte al suo viso e lei che con le mani cercava di contenere il il suo cazzo, e lo baciava, lo leccava, lo ingoiava fino a quanto le era possibile...

L'ho sentita venire così... mentre la vedevo occupata a dare piacere a Franco.. Era bagnatissima, e pure io completamente bagnato dai suoi umori... adoro baciarla e leccarla quando viene... quasi un desiderio di.. mangiarla tutta..proprio lì.... Poi, ero troppo eccitato, e mi sono infilato dentro di lei... Lella sdraiata sotto di me a gambe totalemnte aperte e io che mi muovevo dentro.. e lei sempre intenta a baciare quel cazzo imperioso, duro...  Giusto il tempo di vedere Franco prenderselo in mano, eccitatissimo, con il cazzo gonfio, la cappella lucidissima, masturbarsi di fronte al viso di Lella, lei che cercava di aiutarlo... e Franco che veniva... tenendole la testa contro... e vederlo venire, sul viso, sulle guance..Lella con gli occhi chiusi.. la bocca socchiusa... il corpo di Franco che sussultava e lui che gemeva...

Mi sono sfilato da Lella e mi sono appena toccato per venire su di lei, sul suo corpo.. e in tempo per guardare Lella negli occhi... Franco si è accasciato e Lella ha allargato le braccia... mi voleva a sè. Ci siamo abbracciati e baciati. Ripensare a freddo, ora, è difficile... Provo sensazioni contrastanti. Mi chiedo come io riesca a fare queste cose... Mi sembra quasi impossibile. E' invece accade e in quei momenti non riesco a farne a meno.. Tutto accade naturalmente.. lo faccio perchè mi sento di farlo. Baciarla e leccarle il viso.. e continuare a baciarci... Umori e liquidi che si fondono.. e l'eccitazione che supera ogni barriera, mentale e fisica...

E abbiamo continuato. Franco dentro di lei, a volte da solo e poi pure io insieme, dietro di lei. Non si è negata nulla Lella. L'ho sentita fremere di piacere più volte... e anche Franco non si è risparmiato. Due volte di fila e una terza da solo con lei, dopo una lunga pausa. Io ero esausto, sfinito. Lella con energie quasi infinite. Mi sono limitato a guardarli, senza più la forza di una ulteriore erezione.. solo il piacere di osservarli.

Lella aveva invitato Franco a dormire da noi ma stamattina lui doveva svegliarsi presto per andare con i suoi amici in montagna e noi non avevamo alcuna voglia di alzarci presto. Se ne è andato a notte fonda. Ci siamo addormentati avvinghiati...stretti uno all'altra.

Stasera ci vediamo con Giulio e i suoi amici. Ho inventato una scusa con gli amici che ci avevano invitato a casa loro. Ha deciso Lella, ma sono contento della sua decisione.

 

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venerdì, 19 gennaio 2007, ore 02:14

E' davvero una piacevole sorpresa scoprire così tante persone con idee chiare e precise sull'amore e sulle sue più diverse dinamiche.  Forse pure io, tempo fa, avevo le stesse (apparentemente) definitive certezze.

Ora non più. Ormai da tempo vivo in una precaria dimensione dove il dubbio è una costante e quasi necessaria presenza.

"Il mistero dell'amore è più grande che il mistero della morte"  (O. Wilde).

Credo che sia semplice, quasi banale, ma anche profondamente vero.

Stasera, tornando a casa dopo una giornata infernale di lavoro ( e domani avrò impegni ancora più gravosi) ho scoperto, con mio "enorme" piacere che mi troverò ad affrontare un week-end da...infarto!!!

Mi limito ad un sintetico elenco cronologico: Lella mi ha detto che domani mattina Lella incontrerà Peter; Poi ha aggiunto di aver invitato Franco domani sera qui a cena a casa nostra (..io tornerò tardi e confidavo in una serata più.. riposante..); Poi mi ha comunicato che sabato sera andremo ad una festa organizzata da Giulio , una festa delle sue... (...peccato che io avevo già accettato un invito a casa di comuni amici..); e poi, come se non bastasse, per domenica è previsto un tour in una "favolosa" mostra di design tecnologico...( ..peccato che io speravo di starmene tranquillo a casa a vedermi un bella ed eccitante partita di calcio!!..)...

Vabbè, che dire... non ho avuto la forza di replicare... ero totalmente travolto e affranto.. Cosa farò?... beh, cercherò di... sopravvivere...

 

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martedì, 16 gennaio 2007, ore 19:33

Fine settimana tranquillo... Io avevo alcuni impegni familiari e Lella è andata a trovare il padre.

Questa settimana Lella incontrerà certamente Peter. Ultimamente aveva limitato al minimo indispensabile le sue visite al cantiere. Ma Lella è molto tranquilla. Peter non ha più telefonato nè inviato messaggi. Meglio così. Decisamente diverso l'atteggiamento di Franco. Dal loro ultimo incontro non ha mai telefonato, limitandosi ad inviare sabato un sms contenente dei saluti e una sua generica "disponibilità" ad incontrarci quando lo vogliamo.

Franco sembra avere una magigore consapevolezza del suo "ruolo", preferendo evitare di essere troppo "presente". Poi, forse, anche il fatto della distanza tra noi rende più difficile stabilire un legame più stretto.

Termino rapidamente le ultime cose di lavoro. Stasera vado la cinema con Lella. Se non la porto credo proprio che mi.... strozzerà !!!

 

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sabato, 13 gennaio 2007, ore 19:10

Beh.. è vero che non rispondo ai post, però li leggo !!!... E mi sto toccando proprio lì... durerà o non durerà tra me e Lella... due anni, o anche meno, dieci, venti.... ecchecazzo... Ma chi lo sa??? Ma si devono proprio fare previsioni??

E poi i discorsi sulle... dimensioni...??!!... Cazzo grosso o non grosso.. ma che c'entra, non dico con l'amore, ma con il buon sesso??... Il discorso mi sembra molto più semplice: esclusi i casi limiti, e cioè avere un cazzo di 3 centimetri o averlo di 40 centimetri (e in entrambi i casi fare sesso potrebbe essere problematico....) per il resto averlo di 16, 18 20 o 22 cosa cazzo ..(è il caso di dirlo..) cambia??

Fare del buon sesso o comunque avere una buona intesa sessuale non dipende dalle misure o dalle dimensioni. E ciò vale per l'uomo e per la donna. La buona intesa dipende da tanti diversi elementi, l'innamoramento, la sensualità, l'erotismo, i corpi, gli odori, i desideri, la partecipazione, la complicità, ecc.... Le "dimensioni" colpiscono così, solo per il loro fatto di esserci, ma non determinano alcunchè.

Ma vale anche per la donna. Certo, in genere colpisce più una donna che abbia un bel seno rispetto ad un altra che non ne ha affatto, o anche una donna con gambe lunghe e affusolate rispetto ad un'altra che ha gambe più corte, e così una donna con un bel culo rotondo e sodo rispetto a quella che ha poco sedere, e così via per tanti altri aspetti fisici. E detto questo, "che ci azzecca" con il buon sesso???.

Poi magari scopri che la donna con il seno perfetto è un tipo freddo, distaccato mentre quella che è priva di seno è un'amante perfetta, calda, passionale, vogliosa di dare e ricevere piacere.  E così per l'uomo. Uno può essere molto dotato e allora???... Per fare buon sesso è necessario sapere usare il proprio corpo e quello del proprio/a partner. Al di là del fatto che hai il cazzo di 18 o di 22 centimetri.

Così come un uomo osserva ed è colpito da un bel corpo femminile, anche la donna può rimanere colpita dal fatto di trovarsi di fronte un maschio particolarmente dotato. Farà i suoi pensieri ma poi, non lo amerà di più o di meno sulla base di quell'esclusivo fatto, nè godrà di più o di meno per il solo fatto che il maschio in questione è particolarmente dotato.  Tutto qui.

Certo, nell'immaginario maschile, il fatto di avere "un cazzo grosso" è sempre legato all'idea della virilità, della potenza, e tutte stronzate del genere. Però, mutatis mutandis, non che per le donne sia molto differente. I modelli femminili che vengono proposti (moda, pubblicità, cinema, televisione, ecc...) tratteggiano una donna perfetta, armonia di curve e misure rigidissime....

Però è vero, certe mentalità sono dure a morire. Io stesso mi ricordo che all'inizio del mio rapporto con Lella, quando la complicità del nostro rapporto era già cresciuta, mi scoprivo a chiedere a lei dei suoi rapporti precedenti. E poi, in seguito, anche a fare confronti sulle "misure". A questo proposito mi viene in mente uno dei primi video che ho girato con Lella (ci siamo spessi divertiti a riprenderci, sia in condizioni normali che in momenti di intimità) e che a volte ci è capitato di rivedere. In una di queste scene Lella era inginocchiata davanti a me e mi masturbava. Mentre lo sentiva crescere continuava a sussurrarmi.. "...ma come è grosso.. caldo.. è enorme..".. e cose così. Vedere Lella che mi toccava, lo guardava e diceva certe cose era davvero molto eccitante. Io non sono un superdotato, ma sentirsi dire certe cose è comunque eccitante. Ma ciò avviene nel contesto della particolare situazione. E comunque, il positivo apprezzamento sulle tue misure ti dà un senso di appagamento. E' la verità. Può sembrare infantile, stupido, ma è così.

E ciò avviene anche nei nostri incontri. Il fatto che Franco sia particolarmente dotato non fà di lui l'amante migliore.. Tutt'altro. Però il tutto si ricollega al solito discorso. Vedere lei con un cazzo grosso (più del tuo) non la fà godere di più però ti spinge a pensare che sia così. Lella mi dice che a lei piace vedere un cazzo così grosso, tenerlo in mano, stringerlo, accarezzarlo e anche prenderlo in bocca. Ma non cambia nulla per lei, nel senso che il piacere che può provare dipende da tutt'altro.

Resta un dubbio. E su questo scherzo spesso con Lella. A me certamente eccita di più vederla alle prese con Franco che con un altro maschio poco dotato (e qui forse riemergono quelle mentalità arcaiche un pò radicate di cui dicevo prima), ma ho anche sempre notato che Lella si dedica a Franco e alla sua "dotazione" con una particolare "passione" che non dedica ad altri...

 

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giovedì, 11 gennaio 2007, ore 02:02

In queste ultime sere io e Lella abbiamo parlato spesso delle sensazioni da me provate quando lei era sola in montagna con Franco. Ed è stata l'occasione per approfondire alcune iflessioni tra di noi. Io e Lella riusciamo a parlare di tutto... sensazioni, desideri, timori, paure, perplessità... però mi rendo conto che con lei non riesco a raccontare e raccontarmi, a spiegare e spiegarmi così come faccio in questo diario. O meglio, sul piano dei sentimenti, degli affetti, dell'amore che provo per lei , il rapporto e il dialogo che ho con Lella è completo e intenso. Mentre in questo mio diario mi limito a scrivere che "amo" e "adoro" Lella... nel costante e quotidiano rapporto che ho con lei credo e penso di saper esprimere in mille diversi modi il sentimento profondo che provo per lei.

Peraltro, in questo diario riesco invece a "razionalizzare" (o almeno ci tento) i miei desideri più estremi e le mie fantasie forse in modo più completo di quanto non riesca a fare con Lella. Certo ne parlo anche con lei. Ma forse proprio per il fatto che un blog rappresenta un punto di vista unilaterale e quindi una sorta di monologo interiore (seppur "sussurrato" all'esterno...) è qui possibile , almeno per me, spingere le riflessioni più in profondità.

Per esempio, io e Lella siamo entrambi convinti della solidità del nostro rapporto, dei sentimenti che reciprocamente ci legano uno all'altro. E forse, anche per questo non abbiamo la necessità di parlarne o di indagarne razionalmente i motivi. E invece questo è proprio ciò che mi interessa approfondire in questo mio diario.  Io sono convinto che il nostro rapporto non sarebbe così saldo (anzi, forse non esisterebbe più alcun rapporto...) se la nostra vita  si basasse solo ed esclusivamente sugli incontri che noi facciamo con altre persone, incontri che qui trovano molto spazio.  Con questo intendo dire che la nostra vita , il nostro rapporto, oltre agli incontri "trasgressivi", è per la maggior parte del tempo dedicato a normali attività.... il lavoro, gli impegni familiari, la casa, gli amici, i divertimenti, gli interessi... Coltiviamo insieme interessi comuni e rispettiamo le diverse reciproche passioni. Condividiamo problemi e difficoltà. Godiamo insieme di momenti piacevoli e divertenti. Facciamo l'amore desiderandoci come i primi giorni del nostro incontro. Se solo Lella o pure io ci accorgessimo di non provare desiderio uno per l'altra o di dover essere costretti ad avere nel nostro letto uno o più uomini per poter provare entrambi piacere il nostro rapporto sarebbe certamente già finito.

Ma così non è e non è mai stato. Il reciproco desiderio, anche fisico, non è mai venuto meno. Anzi, da questo punto di vista, l'intensità e la frequenza dei nostri rapporti sessuali è andata aumentando da quando abbiamo cominciato a vivere certe esperienze.

Lella era curiosa di sapere, di capire cosa avessi provato settimana scorsa, quando lei era sola con Franco. Non era la prima volta che Lella si trovava lontana da me con un altro uomo. Era già successo con Peter (una volta per un paio di giorni via insieme e alcune occasioni, più fugaci, in cantiere da lui). E' totalmente diverso da quando gli incontri avvengono in mia presenza, con la mia partecipazione, anche se solo "contemplativa".  Averla accanto a me, sia che io partecipi o meno, o anche solo sapere che si trova nell'altra stanza, in altro locale... sento sempre che lei è con me... La vedo, la osservo, la guardo e altrettanto fa lei. Siamo insieme e insieme condividiamo quei momenti. Io vedo e partecipo alla sua eccitazione, la sento godere, raggiungere l'orgasmo, così come lei vede e sente la mia eccitazione, il mio piacere.  In quei momenti siamo così travolti dal reciproco piacere che questo amplifica ancora di più la nostra eccitazione.  Ne abbiamo parlato decine di volte di quello che entrambi proviamo in quelle occasioni.  Siamo così entrambi consapevoli di questo tanto che la nostra eccitazione scatta già dal momento in cui decidiamo di organizzare un incontro.  E' indescrivibile quello che proviamo nelle ore che precedono un incontro.  Organizzare tutto, il dove, il come, quando, e poi cosa faremo, come si vestirà lei, ecc... Non è esente da tutto questo una componente fortemente ludica e spesso ci divertiamo come ragazzini nelle fasi "preparative"... immaginando situazioni, a volte anche goffe o imbarazzanti...o fantasticando su "ruoli" che l'uno o l'altra potrebbe assumere... spregiudicati o folli....

Quando invece capita che Lella sia con un altro uomo lontana da me le sensazioni da me provate sono diverse, più complesse. Innanzitutto, la componente "gelosia" (sempre presente...) e quell' inestirpabile senso di "possesso" diventa assolutamente dominante. Non è la gelosia che nasce dalla paura o dal sospetto del tradimento. O dalla scoperta di un qualcosa che ti spinge a pensare che la tua donna si stia innamorando di un altro. Non è questo. Tutto avviene perchè da entrambi voluto e desiderato. Però ciò avviene senza che tu sia lì. E quindi la prospettiva cambia.Non vedi lei, non la senti godere, non partecipi alle sue sensazioni. Puoi solo immaginarla... pensarla... e qui tutto diventa difficile... perchè ti assalgono tutti i più strani pensieri, le più subdole fantasie... Lei sta scopando con un altro, come lo starà facendo?..le piace?.. e quanto le piace?.. e cosa starà dicendo a lui? e starà facendo solo sesso?... o qualcosa di più?.. ma sì, lei è innamorata di te e solo di te.. lui non conta nulla per lei..però è lì con lui... e tutti questi a altri mille pensieri ti attraversano il cervello e non riesci più a ragionare nè a governare i pensieri e le sensazioni... Però ti scopri eccitato, terribilmente e incredibilmente eccitato. Sei sconvolto e combattuto. Vorresti prendere l'auto e correre da lei, telefonarle e dirle di fermarsi, di lasciar perdere, di mandare via l'altro. Hai voglia di essere con lei , di abbracciarla, di baciarla, di stringerla a te, di fare l'amore con lei... o di essere lì con lei... partecipare.. assistere... guardarla e fissarla negli occhi mentre è stravolta dal piacere.... E poi invece non fai nulla... resti fermo, sconvolto, agitato, totalmente scosso dentro, fino al midollo, fino alle viscere, e la immagini... pensi a lei... continuamente... e sei eccitato... e capisci che ti piace... che ti piace così...

Questo ho raccontato a Lella. Mentre ci guardavamo negli occhi, tenendoci abbracciati, stretti uno all'altra. Non avevo bisogno di molte parole. Lei comprendeva tutto, avvertiva le mie sensazioni. E anche per lei è difficile spiegare quello che prova e sente in una situazione come questa.  Ne riparlerò.

 

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domenica, 07 gennaio 2007, ore 23:09

Siamo rientrati, o meglio, Lella si è fermata dai suoi genitori e rientrerà domani.  E' stato un lungo e strano week-end per me e Lella.  Non ho "incrociato" Franco.  Io sono ritornato in montagna venerdì nel pomeriggio, ma non ero solo. Ero con una coppia di nostri cari amici. Lella non voleva che conoscessero Franco e , quindi, lui se ne è andato un paio d'ore prima che noi arrivassimo.

Abbiamo dovuto trattenere tutto il desiderio che avevamo di raccontarci tutto, di urlarcelo in faccia, e ci siamo limitati a parlare nei momenti in cui siamo stati soli.

Della serata di giovedì sapevo tutto (ci siamo sentiti più volte al telefono , fino alle 3,00 di notte..) ma mi macavano i dettagli raccontati da lei stessa, mentre mi guardava negli occhi. E' stata , quella di giovedì, una serata per me  ..devastante... Ho trascorso tutto il tempo pensando a Lella e godevo dei pochi istanti in cui riuscivo a sentire la sua voce al telefono. E Lella mi raccontava tutto... quello che facevano  e di cosa parlavano. L'arrivo di lui, la visita alla casa, la rpeparazione della camera. E poi il sesso subito, voluto da lui e anche da lei...e poi gli aperitivi, la cena insieme in casa. E poi di nuovo il sesso, in salotto, davanti al camino acceso, e poi di nuovo in camera. E Lella non mi ha risparmiato alcun dettaglio. A volte ci sentivamo al cellulare mentre lo stava facendo. E io sono venuto con lei, lameno due volte... Era più forte di me, non riuscivo a trattenere il desiderio. E volevo sapere, volevo immaginare, volevo "vederli"... e Lella mi aiutava a immaginarli , a vederli...

Si sono addormentati insieme nel nostro letto. Ultima telefonata poco dopo le tre.  Poi , al mattino dopo (io avevo un appuntamento di lavoro molto presto) ho letto un suo sms, inviato quasi alle 5,00,  in cui mi di diceva che non riusciiva più a dormire accanto a lui e si spostava nell'altra camera.

Venerdì avrei voluto parlare con lei per ore di quello che era successo. Siamo riusciti a farlo la sera, mentre eravamo a letto. Lella è stata per più di un'ora a sussurrarmi (per non far troppo rumore) quello che era successo. Mi ha fatto venire due volte, toccandomi e baciandomi.  Come immaginavo, con Franco non ha avuto limiti. E' riuscita a farlo venire tre volte giovedì (fino a quando sono andati a dormire) e altre due volte venerdì, una appena svegli al mattino e poi subito dopo pranzo. Per due volte nella sua bocca, e me lo diceva mentre mi baciava e mi leccava il viso... e piano piano mi raccontava tutto.

Devo confessare che Lella è ormai diventata bravissima nel suo ruolo, nel saper controllare ed esasperare, al tempo stesso, le mie eccitazioni. E anche per lei è così. Insisteva per sapere cosa io provassi, cosa stessi facendo in quei momenti, durante le nostre telefonate. E voleva che le raccontassi tutto, anche nei dettagli. E si eccitava, e molto. Abbiamo passato la notte di venerdì sussurrandoci tutto questo e io sempre dentro di lei... Sabato abbiamo approfittato di un paio d'ore in cui siamo rimasti soli (la coppia di nostri amici era andata a fare acquisti) per sfogarci più apertamente. Lella ha voluto che la prendessi dove Franco non lo aveva fatto.  L'ho inculata come un pazzo... un mix di gelosia e di senso di possesso mi pervadeva... e lei se ne è accorta.  E mentre ero dietro e dentro di lei, Lella continuava a parlarmi di Franco.... Insomma, è stato pazzesco... Forse anche perchè sapevamo che la coppia di amici sarebbe tornata...E' stato tutto incredibilmente intenso.

E la cosa più intrigante è che... è difficile da descrivere, ma tutto questo fa crescere sempre di più la mia intensa complicità con Lella. Anche quando siamo con gli altri, con persone che ignorano tutto, lo sguardo di Lella è .. diverso...  C'è qualche cosa di unico e complice nel suo sguardo, nei suoi occhi, che mi fa letteralmente impazzire...

 

 

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venerdì, 05 gennaio 2007, ore 01:47

Beh infrango una mia piccola regola (peraltro, le regole vengono fatte proprio per essere infrante..) e commento un post....  beh. quello del "marziano"... non è bello , ma di più... molto di più... ho riso parecchio, e più lo leggevo e più mi divertivo... vabbè, per una serata come questa, ne avevo davvero bisogno.

Sono appena rientrato. Non ce la facevo a restare in casa da solo. Sono uscito a cena con Giulio e ancuni suoi amici. Mi sono dstratto, ma solo un poco, il pensiero era fisso a Lella... sempre e solo a lei. E pure di distrazioni ce ne erano .. eccome.. Ma nulla, in questi casi non distraggono per nulla...

Poi a pensarci bene, per quel poco che sono riuscito a lavorare questo pomeriggio, tanto valeva mollare tutto e raggiungere Lella in montagna.... ma tantè !!!... Franco è arrivato a casa nostra in montagna nel primo pomeriggio. Da allora è stato un continuo via vai di telefonate tra me e Lella. Io agitato, scosso, eccitato e tormentato all'infinito... Lella che avvertiva tutto questo e cercava, da un lato, di "tranquillizzarmi" e, dall'altro lato, di "eccitarmi"... Se avvertiva in me uno stato di ansia, mi rilassava confessandomi il suo desiderio di avermi lì con sè... e quando avvertiva in me salire l'eccitazione mi provocava raccontandomi cosa voleva fare e cosa avrebbe fatto e.. in che modo...

E' stato bello e terribile al tempo stesso. Eravamo già d'accordo che Lella mi avrebbe detto e raccontato tutto e che avrebbe fatto qualsiasi cosa con Franco solo dopo averne parlato con me.  Ma questi (e lo so bene) sono propositi che non valgono un cazzo...!!!!  I reciproci obiettivi sono tutti troppo ed evidentemente chiari: Franco vuole e desidera solo scopare con Lella, Lella vuole vivere le sue sensazioni tra il piacere che può dare a me e quello che può ricevere lei, e io amo terribilmente vivere queste situazioni e quindi sapere e immaginare la donna che amo desiderata e posseduta da un altro.

Anche stasera, quando era insieme agli altri amici pensavo continuamente a questo: in questi momenti si provano sensazioni incredibilmente scioccanti, ci si sente come divisi dentro, lacerati da continui dubbi, da domande contrastanti... e una annulla l'altra, una stimola l'altra e così via, all'infinito.. e non cè mai una risposta definitiva, una soluzione chiara e univoca... Ti scopri a immaginare che la tua donna sta sì scopando con un altro ma in fondo in fondo pensa solo e sempre a te, e che è innamorata solo di te.. e poi pensi che in realtà sta solo godendo e provando piacere tra le braccia di in altro... e poi passi a immaginarla "fisicamente"... sì, riesci quasi a vederla mentre è lì con le gambe aperte pronta ad accogliere l'altro maschio.. a farsi penetrare , a prendere in bocca il suo cazzo...  e allora ti senti male, ti si stringe lo stomaco, senti le tempie scoppiare, la testa è pesante... non riesci pensare ad altro...

Ed è stato così tutto il pomeriggio. Ne abbiamo parlato. Lei mi ha chiesto quello che poteva fare... chiedeva a me... quello che vuoi Lella.. quello che ti senti e desideri... e tu cosa vuoi Luca??.. posso fare qualsiasi cosa??... si amore... dimmi dimmi.. dimmi... dimmi....

Siamo andati avanti così per ore... tra una telefonata e l'altra. Per mia "fortuna" ero costretto a ritornare ogni tanto alla realtà costretto dalle telefonate di lavoro e da qualche appuntamento. E facevo tutto con enorme sforzo.  Hanno scopato una prima volta nel pomeriggio e poi una seconda volta subito dopo aver cenato.  Della prima scopata Lella mi ha raccontato tutto  dopo, alla fine. Io ero occupato. La seconda l'ho quasi vissuta in diretta. Ero a casa, e mi preparavo ad uscire. Ero così eccitato che non ho potuto fare a meno di masturbarmi. Sono venuto mentre ero al telefono con lei.  Sentire la sua voce in quei momenti ed essere lontano da lei è davvero.. devastante...!!!

Ci siamo sentiti ancora prima che andassero a letto... insieme... Raramente mi è capitato di restare così eccitato (in tutti i sensi, cerebralmente e fisicamente) per così tante ore. E' come provare ad avere una continua erezione.. che non finisce mai. Per un istante si assopisce e poi basta un pensiero a lei, una immagine su ciò che sta facendo, e l'eccitazione riparte. E poi quando senti la sua voce e lei ti dice cosa sta facendo o cosa ha appena fatto, senti di nuovo l'erezione dura, durissima...  Puoi venire, e lo fai.. ma è come se non bastasse mai...  E arrivi a provare un dolore fisico... vero dolore. Anche ora è così. Provo a chiamarla per l'ultima volta e sono completamente e dolorosamente eccitato.  Sarà, per me, una notte piacevolemente infernale.

E crescono tutti gli infiniti dubbi.... però l'impulso a mettere da parte la ragione è ancora troppo forte...

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giovedì, 04 gennaio 2007, ore 00:12

Proprio stasera pensavo che è piacevole trascorrere dei momenti da soli.. Un paio di giorni da soli sono utili per stare un pò con se stessi.. pensare e riflettere, anche senza fare nulla di particolare. Ho vissuto diversi anni con mia moglie e convivo da un pò con Lella. Però il piacere di trascorrere alcuni momenti soli con se stessi è sempre davvero piacevole.

Sono ritornato ieri dalla montagna. Devo lavorare quanche giorno e poi raggiungerò Lella venerdì. Abbiamo trascorso dieci giorni splendidi. Non abbiamo fatto nulla di eccezionale, ma siamo stati bene. In compagnia di amici, veri amici. Capodanno in casa, cenando, chiacchierando, ballando.  Non c'era molta neve, ma sufficente per sciare. Lella invece si è dedicata alla tavola...  Mi spiace, ma per quanto sforzi io faccia, non riesco proprio a farmi piacere lo snowboard...  Franco non è venuto, o meglio, sia io che Lella non abbiamo ritenuto opportuno invitarlo mentre avevamo i nostri amici a casa.  Però ha chiamato più volte e oggi Lella mi ha telefonato dicendomi che Franco vorrebbe raggiungerla in montagna domani...

Mi ha chiesto se ero d'accordo. Lei sa bene che io prima di venerdì non potrò  tornare in montagna... Voleva sapere cosa ne pensassi e se ero d'accordo. Come sempre, in questi casi, avverto sensazioni contrastanti. L'idea che Franco domani (giovedì) vada da Lella in montagna mentre io non ci sono e che loro possano trascorrere una notte da soli mi provoca delle sensazioni fortemente sgradevoli... è sempre difficile da spiegare, ma sento impeti di profonda gelosia. E poi quando le chiedo, quando voglio sapere da lei cosa vuole fare... e lei mi risponde che si sente sola... che la compagnia di Franco le farebbe piacere... e poi aggiunge (e me lo ha detto chiaramente) che...  "anche a te piacerebbe sapermi e immaginarmi sola con lui".... beh.. il sangue mi sale alla testa... comincio a non capire più nulla e a provare strane e intense sensazioni. Il primo impulso è quello di dirle di no... di "richiamarla all'ordine", di telefonare a Franco e impedirgli di andare... ma poi, non so, mi lascio scorrere tutte le sensazioni, mi sento come annullare nel suo e nel mio desiderio... e prevale la sensazione di "saperla e immaginarla con lui".... cazzo... è proprio così...!!.. E Lella ormai lo sa bene... capisce bene il mio stato d'animo.

E infatti, le ho risposto di fare come vuole e come desidera. Lella ha chiamato Franco e si sono accordati. Poi io e Lella ci siamo sentiti più volte al telefono, anche poco fa. Franco partirà domani mattina e arriverà, presumibilmente verso l'una le due del pomeriggio. Al telefono eravamo entrambi eccitati, sia io che lei.

Strano, stranissimo... eccitati come due ragazzini.. non ho potuto fare a meno di toccarmi e pure lei lo ha fatto. E' stato davvero pazzesco... solo con le nostre fantasie... sul domani, su Franco che arriverà da lei... e su quello che potrebbero e che certamente faranno... e Lella che mi diceva quello che avrebbe voluto da lui... e io che la incitavo al telefono, chiedendole tutto e invitarla e fare di tutto...

Non so... è davvero difficile, ma incredibilmente eccitante. So già che passerò un paio di notti (questa e la prossima) particolarmente agitate...e sento l'ansia salire sempre di più... Ma non posso e non riesco a dire di no... a non volere tutto questo...

 

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