Beh.. no dai.. il toto-blog.. questo no !!!... Non censuro alcun intervento, lascio spazio a chiunque.. e questo significa accettare commenti intelligenti (diversi...), volgari e inconferenti (alcuni..), banali e semplicistici (molti...), curiosi e intriganti (assai...), ecc.... e ciò secondo il mio personalissimo punto di vista...
Ho già fornito elementi (anche troppi) sulle professioni mie e di Lella... basta leggere il blog fin dall'inizio.. e mi sembra più che sufficiente. Siamo due liberi professionisti, sia io che Lella e questo basta e avanza.
Le coordinate di questo blog possono essere lette (e mi piacerebbe che così fosse) come la dinamica di una sceneggiatura lynchiana.. come un suo film. La possibilità di esperire gli "universi paralleli" di Everett. Astrarsi dalla rappresentazione di un mondo sensibile che trova le sue radici in un tempo newtoniano e in uno spazio euclideo, che costituiscono i fondamenti di una percezione del mondo monoliticamente classica. La scienza classica ha costruito il suo mondo sulla stabilità, l'ordine e l'equilibrio. Ma la mia percezione del mondo, il mio desiderio di esperire il reale è indissolubilmente votato all'instabilità.
Non so cosa farci, ma sono terribilmente attratto dalle biforcazioni verso una molteplicità di stati, verso una metafisica combinatoria, secondo la quale il mondo è soltanto una di numerose (o infinite) combinazioni possibili, tutte effettivamente realizzabili.
Ma noto che la instabilità della mia ricerca è comune anche ad altri lettori e commentatori. Cosa facciamo e cosa ci impediamo di fare... cosa vorremmo fare e cosa ci frena dal farlo... cosa desideriamo e cosa ci limita... nel fondo sussiste una circolarità che è cara al fantastico, al sogno e alla fisica quantistica... tutto continua ad accadere. E la teoria dei quanti ha una grane influenza sul mondo sensibile. Ma la teoria dei quanti è, paradossalmente, il regno dell'incerto, dell'onda di probabilità, dove il comportamento atomico diventa una legge di natura. E porsi limiti razionali, frenare l'istinto, l'ansia del lasciarsi andare ... insomma, tutto si trasforma in un banale tentativo di cogliere il senso e il significato del proprio gesto riconducendolo forzatamente ad una lettura "ragionevole"... e questo non è più possibile quando ci si è spinti, volontariamente, oltre...
E io e Lella ci siamo spinti... un pochino..oltre. Tutto qui. Oddio, non è così facile come può apparire da un vago tentativo di lettura "altra"... uno sforzo quasi epistemologico... Però tutto questo lo verifico nel reale, come questa sera. Cena con amici, e con amici di amici, in vista della prossima vacanza estiva. Persone che dovevano incontrarsi e conoscersi. La bellezza e la sensualità di Lella ha fatto colpo. E non ci è stata indifferente. Racconterò i particolari. Ma per me e per Lella è stato un bellissimo e sensuale incontro. Siamo tornati a casa eccitati e sconvolti. Ed è stata Lella a condurre il "gioco" questa volta. E per la prima volta, mi sono perso dentro di lei, o meglio... ho avvertito la immensa forza della sua capacità di spingere il mio desiderio di lei verso limiti a me sconosciuti...o forse solo un modo diverso ,e da me non controllato, di condividere con lei il suo desiderio di essere desiderata..
E mi è piaciuto enormemente... Abbiamo fatto l'amore appena arrivati a casa... e abbiamo continuato a farlo.. ma non riuscivo a prendere sonno. Ho aspettato che si addormentasse, e ho continuato a guardarla... e poi il desiderio incontenibile di scrivere di lei.. e di noi..
Finalmente liberi da impegni familiari ci siamo presi due giorni per noi.. solo per noi due. Non abbiamo fatto nulla di particolare ma ce ne siamo andati al lago da soli. Tempo instabile ma sufficentemente caldo per prendere il sole, passeggiare, cenare all'aperto a lume di candela.
La dolcezza di Lella e il suo desiderio di affetto, di calore, di "appartenenza".. mi lasciano davvero senza respiro. E' incredibile come Lella sia in grado di rendersi quasi..."indispensabile"... come riesca a farti sentire unico ed esclusivo per lei. E come sia possibile, con lei, passare da da un sesso tenero, dolce, fatto di respiri, baci e sospiri, ad un sesso vissuto con intensità davvero trasgressiva. E così è stato oggi, nella sua richiesta immediata e istintiva... sul vialetto fuori dalla casa, in piedi contro la balaustra, in modo quasi doloroso per me e soprattutto per lei...(siamo finiti oltre, nel boschetto sottostante....!!!)...
E poi ancora dopo, mentre mi incitava a trattarla male, in modo rude.. e più lo facevo e più le piaceva.. ma in quei casi si perde quasi la coscienza di se stessi.. E poi ci si ritrova, alla fine, a doversi ..curare le ferite... sorridendo e.. guardandoci negli occhi a chiederci... ma che abbiamo fatto??.. e poi sorridere nuovamente. Comunque credo che sia , per Lella, un modo per sentirsi viva, sempre più viva e presente.
Questo pomeriggio Lella mi ha spedito una mail... bellissima... voglio pubblicarla, e spero di riuscire a farlo domani. Devo trovare un poco di tempo, anche perchè devo "purgarla" di alcuni passi un pò troppo identificativi... Il suo umore, in questi giorni, è molto altalenante e non potrebbe essere altrimenti.
Ieri sera siamo stati a casa di Giulio a vedere la finale di coppa (Giulio, tra l'altro, in questi giorni è stato molto vicino a Lella, l'ha cercata spesso e si è fatto "sentire" come presenza, anche se solo con telefonate e messaggi. E questo anche più di molti amici e amiche di lella di vecchia data...). C'erano molti amici e Lella appariva davvero allegra e "leggera", quasi sollevata dal suo peso. Poi, tornati a casa , una volta a letto, l'ho sentita mentre piangeva... si è stretta a me e l'ho tenuta così fino a quando si è addormentata. Devo anche dire che il comportamento della madre non aiuta certo a migliorare la situazione. Ma, vabbè, certi rapporti e certi problemi hanno radici ormai profonde...
E mi ha favorevolmente sopreso la sua mail di oggi. E mi ha anche tranquillizzato. Si va avanti, si continua e quando si inciampa un pò, ci si deve appoggiare... basta trovare un braccio saldo...
Alti e bassi... ma si continua. Sabato sera siamo usciti a cena con gli amici. Lella all'inizio non era particolarmente allegra, poi, via via, nella serata si è come trasformata. Tanto che ha voluto che andassimo anche noi in un locale dove si poteva ballare. Pensavo volesse andare a casa, invece ha preferito così. A momenti avevo l'impressione che si "sforzasse" di essere allegra... comunque ho ritenuto che fosse meglio così, forse era il suo desiderio di "dimenticare" per un poco di tempo.
Siamo tronati a casa tardi. Lella ha cominciato ad allungare le sue mani verso di me già in auto. Eravamo così eccitati che lo abbiamo fatto appena entrati in casa, in piedi, in modo molto.."selvaggio".. Poi Lella mi è rimasta avvinghiata tutta la notte. E anche domenica lo abbiamo fatto più volte. Era come se il suo corpo desiderasse continue attenzioni..
Oggi Mara mi ha raccontato del suo w-e. Certo è strano, quando mi parla del suo amico lo fà con lo stesso entusiasmo con il quale io mi preparo ad andare dal mio dentista...
Giornate un pò così... difficili da descrivere. Io e Lella abbiamo visto tantissime persone in questi giorni. Chi più chi meno cerca di confortare... ma tanto il dolore è solo per chi è vicino. E poi non serve a nulla cercare di ripetersi che tanto .. si spaeva che doveva succedere... che prima o poi... che.. ecc.... tutte chiacchiere. Quando succede, fa male e basta.
Comunque Lella sta reagendo bene. Vorrei starle più vicino (come quantità di tempo..) ma faccio fatica a liberarmi dal mio lavoro, anche se ho allenatato molto in questi giorni. Voglio tenere Lella "sotto osservazione"... nel senso che non vorrei che cercasse troppo di "trattenersi"...
Dovevamo andare al mare ma alcuni programmi sono un pò saltati. Ci sono anche molti aspetti concreti da affrontare e risolvere... e vedremo un pò nei prossimi giorni.
Anche Mara mi è stata vicino e ha cercato di aiutarmi molto nel lavoro, come tutti del resto. Abbiamo parlato poco in questi giorni. Mi ha solo detto di aver trascorso il w-e scorso con l'amico, ma di non aver provato nulla di quello che lei desidera. Insomma, mi è sembrata molto delusa. Vabbè ne riparleremo.
Lella vuole riprendere a lavorare il più presto. Credo anchio che sia meglio per lei, ributtarsi nelle cose di tutti i giorni.
Non me l'aspettavo, veramente. Il padre di Lella non ce l'ha fatta... Non sembrava una crisi grave. Lella è distrutta. Era assolutamente convinta che anche questa volta si sarebbe ripreso. Era già successo.
Non so, mi dispace tanto, tantissimo per Lella. Era molto legata al padre. Era un punto di riferimento per lei molto importante. Più della madre. Era fiera e orgogliosa di lui. Ed era, infatti, un'ottima persona, si potrebbe dire un ... persona speciale. E se considero tutte le difficoltà iniziali del mio rapporto con Lella, il suo comportamento fu esemplare. Responsabile, e al tempo spesso, rispettoso delle scelte della figlia. Una volta resosi conto della scelta e della determinazione di Lella, ha abbandonato le iniziali perplessità e si è messo accanto a lei.
Non sarà facile per Lella. E ciò per tutta una serie di motivi. Ora è con sua madre e domani vado da loro.
Non so cosa si provi a perdere un genitore. Però leggo il dolore e l'angoscia negli occhi tristi e nello sguardo perso di Lella..
Mi si chiede cosa farei se sapessi di avere una settimana di vita... Sono domande cui non è possibile dare una risposta, nel senso che è difficile formulare ipotesi quando non ci si trova in certe situazioni così estreme. Penso che trascorrerei tutto il tempo con mio figlio e con Lella, e saluterei i miei amici più cari. Non vorrei nè potrei fare altro. Diverso il caso in cui fosse prospettata una certa aspettativa di vita limitata, 6, 7 o 8 mesi... Non so, il mio timore è che ciascuno di noi si sentirebbe così sopraffatto da non riuscire a fare più nulla.... mentre mi piacerebbe avere la forza di fare, fare, fare.... Per esempio riempirmi gli occhi di visioni di posti e luoghi che ancora non ho visitato, di riempirmi il cuore di tante sensazioni, di amore, di calore, di affetto... vorrei velocemente leggere i romanzi che da tempo avrei voluto aver letto, riascoltare la musica che amo, divorare i film che ancora devo vedere.... mi piacrebbe pensare che mi prosciugherei nel consumare tutte le mie ultime energie... anche se penso che mi tormenterei molto sulla domanda...che cosa resterà di me ??
Ma è tutta teoria.... perchè poi, alla fine, ci sentiamo tutti un pò.."immortali" ... in questo "transito terrestre"...
E, i casi della vita... proprio ieri il padre di Lella ha avuto una ricaduta. Non sembra grave ma Lella è andata da lui. Anche per alternarsi all'ospedale con la madre. Per domani ho già spostato alcuni appuntamenti e la raggiungerò.
E oggi Mara mi ha detto che si è "messa".. con l'amico.... e la vita, giustamente, continua....
Ieri è morta una persona che conoscevo. Non era un amico, ma lo conoscevo abbastanza bene, anche per motivi di lavoro da diversi anni. Aveva 45 anni, infarto. Cazzo... via, andato, non c'è più. So che era sposato e aveva due figli. Beh, ti viene da pensare a quanto sia così precaria la nostra esistenza a fronte della sensazione di quasi "eternità" che invece contraddistingue le nostre azioni, i nostri pensieri.
L'altro giorno leggevo questa curiosa notizia di un tale, inglese della Cornovaglia, cui era stato diagnosticato un male incurabile, e quindi un periodo di vita massimo di otto mesi. Ha deciso di lasciare il lavoro, vendere ciò che aveva e di passare il tempo che gli rimaneva con la moglie, girando il posti e luoghi che non aveva mai visto e spendendo i suoi soldi. Poi il tempo passava e lui era sempre vivo. Ha scoperto che la diagnosi era sbagliata e che vivrà a lungo. Ma ora è senza lavoro e senza soldi. Beh, a parte gli incovenienti "patrimoniali", certamente sarà felice di vivere ancora a lungo. Ma è possibile vivere intensamente il poco tempo che qualcuno ci dice che ci resta?.. E' possibile goderne?..
Boh, non so, ma il caso e la necessità sono sempre incombenti. Vabbè, lasciamo perdere, riflessioni da stanchezza di fine giornata di lavoro. Il w-e è stato tranquillo. Io avevo impegni familiari e Lella ne ha approfittato per andare dai suoi. Mi ha molto colpito l'atteggiamento di Lella sulla coppia che abbiamo incontrato. Ha fatto molte domande. Di certo , il loro atteggiamento molto "maturo" ha contribuito ad una sua reazione tutto sommato "posivita". Lella voleva anche sapere se desideravo ripetere l'esperienza (loro ci hanno anche inviato un sms di saluto, cui abbiamo gentilmente risposto), ma le ho detto che non sentivo nè sento tale desiderio. Poi, anche la distanza non aiuta certo. Ma non è questo il problema. Non ho mai voluto dedicarmi a pratiche scambiste o trovare altre coppie con cui farlo. E se non fosse stato per l'iniziativa di Andrea e anche per la presenza sua e di Franco probabilmente non sarebbe successo nulla.
Viste, ... o meglio lette, le ultime polemiche credo sia opportuna una piccole digressione.. anche se in realtà vorrei scirvere di altro. Una premessa: io non capisco assolutamente nulla di IP, e cose del genere.. molti mi scrivono in privato e mi raccontano di... Html, di tags, e cose simili... Rispondo che non ci capisco nulla e non me ne può fregar di meno... Questo diario sarebbe rimasto nella sua spartana veste originaria (non che sia cambiato molto per la verità...) se una cara amica (l'unica lettrice che peraltro ho conosciuto e che ho incontrato...) non mi avesse dato una mano a modificarlo, pur rispettando il mio desiderio che rimanesse il più possibile "nudo" ed essenziale, come una pagina di un diario cartaceo.
Detto questo, non mi interessa assolutamente se i vari commentatori sono "anonimi" o no... Tanto siamo tutti "anonimi".. pure io lo sono !! Nessuno, giustamente, dichiara il proprio nome o cognome, o rivela il proprio indirizzo o il numero di codice fiscale !! L'unica differenza è che chi non è anonimo (e quindi ha un nick personale o addirittura un proprio blog) può essere "riconosciuto", nel senso che acquisisce una sua "visibilità" e i suoi commenti vengono ricondotti a lui stesso e non ad altri...
Tutto qui. Poi ognuno è libero di fare come vuole. A me , francamente, interessa poco. Ovvio che leggo con più attenzione i commenti di persone che, avendo un nick o altro, si firmano e si fanno riconoscere. E infatti noto una continuità e una coerenza nei loro ragionamenti.
Per il resto mi va tutto bene. Nei confronti di molti commentatori (per esempio Bice, Tom, Meg, ma tanti altri che si sono succeduti nel tempo...) ho opinioni e visioni personali assai diverse ma trovo le loro riflessioni interessanti. Se la pensassimo tutti nello stesso modo sarebbe infinitamente noioso e triste...
Quindi va bene così. Mi sembra bello che ognuno possa esprimere liberamente il proprio punto di vista... Se non lo si fà in un blog anonimo dove cazzo lo facciamo ??...
Ora scappo, Lella mi aspetta...
Beh... avrei voluto essere io a firmare l'ultimo commento al mio precedente post.... Sintetico, chiaro e preciso !!!
Beh, non nego che le mie riflessioni e, forse anche i miei comportamenti, pecchino di linearità. Ma se tutto, nella mia vita, mi fosse chiaro, trasparente e perfettamente comprensibile ( a me stesso prima che agli altri...) non credo proprio che mi sarei deciso a scrivere questo personale diario.
Quindi, come ho già avuto modo altre volte di dire, tutte le interpretazioni sono lecite e possibili. Tutte le letture sono accostabili, sovrapponibili, confrontabili. Ciascuno le esprime in relazione al proprio vissuto, al proprio modo di esperire il reale.
Però un pò riduttive e oggettivamente banali risultano le riduzioni schematiche e le definizioni che aspirano a ricondurre la complessità del reale (e quindi di due persone che vivono un rapporto di forte legame reciproco) ad una semplicistica dimensione.
Via via Lella è stata definita e così compiutamente catalogata come ... "la troia", ... "la immatura", ... "la ninfomane", ... "la furba arrampicatrice"... "la bambola solo tette e culo", ... "la egoista", ...ecc...
Mentre il sottoscritto, come ... "il cornuto",... "il perverso", ..."l'omosessuale - più o meno latente - ", ..."l'immaturo!, .... "l'incapace di amare", ... "il traditore", ... ecc... e ci mancava pure il "bambinone"...
E detto questo.. e così definiti i soggetti in questione.. cosa abbiamo concluso?.. Nulla.. o meglio, nel cercare di definire il tutto si rischia di finire in una situazione "incapacitante"..
Mai sfiorati dal dubbio che una persona possa essere, questa, quella e quell'altra cosa ancora?? Che anche la "troia" e il "cornuto" possano essere anche altro oltre a quello?? (bel gioco di parole...).
Psicopatologie della vita quotidiana, si potrebbe dire... E' evidente che il vizio di origine, o meglio il limite strutturale, risiede nella mia incapacità di descrivere con profondità le diverse situazioni. D'altro canto, questo è un diario e non un romanzo d'appendice, e ancor meno un romanzo di formazione.
Ciò non ha impedito la discussione, l'interesse, il confronto tra le opinioni. Spesso anche molto acute e pure utili. Non si dovrebbe, però, dimenticare, e non mi stancherò di ripeterlo, che questo diario rappresenta una visione "parziale" (nel senso "di parte") di un rapporto, e quindi un segmento, una dimensione dello stesso. E' il diario di Luca e non di Luca & Lella.
Avete mai provato dare libero sfogo, e ancor più a descrivere ad un pubblico anonimo, la vostra vita più intima, i vostri desideri, e le vostre fantasie?? E questo senza trattenervi (come invece avviene nella vita normale nei rapporti con gli altri... moglie, fidanzata, compagna, amante, amici, parenti, colleghi, eccc..) dal celarne una parte, piccola o grande che sia??
Siete così convinti che il quadro che ne emergerebbe sarebbe così lineare e univoco?
Ho qualche dubbio... e la mia esperienza mi conforta in questo.
Questi ultimi tre giorni sono stati intensissimi. Tanto lavoro fino a tardi e il resto del tempo trascorso insieme a Lella, io e lei da soli. Abbiamo fatto l'amore tutte le sere e abbiamo parlato molto. A tal proposito, qualche commentatore confonde questo nostro "parlare" come un bla-bla-bla insignificante e inconcludente.... ma forse si confonde la vita con i fumetti ??
Non posso certo registrare le nostre conversazioni e pubblicarle... ( non lavoro per qualche "procura".. nè per la Telecom... vabbè.. mi si passi la battuta...!!), ma in una coppia cosa c'è di più bello che parlare e discutere, confrontarsi e aiutare a comprendersi...??.. Che poi non tutto possa essere detto e che qualche cosa resta sempre dentro di noi, questo è vero, ed è giusto e naturale.
Ma perchè non dovremmo parlarci??... Le esperienze che abbiamo fatto e stiamo facendo richiedono necessariamente un continuo confronto e dialogo reciproco. E riesco a dialogare molto con Lella proprio perchè le discussioni con lei non sono mai banali. Lella sarà anche testarda, a volte cocciuta (tende ad innamorarsi un pò troppo delle proprie tesi...), ma è acuta e profonda. Soprattutto è il tipo di persona che non accetta qualche cosa fino a che non l'ha completamente capita, anche se deve arrivarci usando i propri strumenti di conoscenza. Lella non dà, ne vuole nulla di scontato, vuole andare sempre fino in fondo. Per questo, le discussioni sono spesso estenuanti con lei. Perchè non si accontenta di arrivare ad una rapida conclusione, vuole capire e ponderare tutte le circostanze. E lo so bene, a volte è faticoso discutere con lei, ma alla fine riconosco che è sempre enormemente gratificante.
In quante coppie uno trova "inutile" o "scontato" discutere con l'altro solo per il fatto che "lui/lei non vuole capire..." o che "Tanto è inutile discutere con lei.." ???
Ebbene, con Lella non è mai inutile discutere con lei. Ti sfianca a volte, ma ti costringe a convincerla in tutto e per tutto di ciò che vuoi sostenere. E questo avviene per qualsiasi tipo di argomento. La nostra vita e le nostre scelte sessuali, ma anche di lavoro, di qualsiasi argomento culturale, ecc...
E questo sarebbe banale o pletorico??... Mah... francamente è una delle cose più belle che mantiene vivo e intenso il mio rapporto con Lella.
Oggi ho evitato di farmi qualche centinaio di chilometri e forse anche una bella cosa di rientro. Il fidanzato dell'amica di Lella è andato a prenderle al mare e torneranno questa sera. Io ne ho approfittato per temrinare alcune cose di lavoro. Ieri eravamo in studio in pochi, molti hanno scelto di fare il "ponte". Purtroppo avevo un'operazione urgente da definire e ho alvorato fino a tardi, anzi, abbiamo lavorato. Mara mi ha aiutato e molto. Le avevo pure detto che poteva starsene a casa , se aveva programmi per il w-e , ma lei ha scelto di venire a lavorare e , in effetti, è stata di grande aiuto. Difficilmente sarei riuscito a fare tutto senza il suo aiuto.
Abbiamo finito tardi con i clienti. Essendo una serata pre-festiva pensavo volesse "scappare" via il prima possibile, invece vedevo che indugiava con me, aiutandomi a sistemare le ultime cose. Mara spaeva che ero solo e che Lella era al mare. A un certo punto le ho chiesto se aveva programmi per la serata. Mi ha risposto che avrebbe dovuto vedersi con l'amico, ma lui sapeva che lei avrebbe dovuto lavorare fino a tardi. Allora le ho detto di sbrigarsi ad andare, dato che era già tardi. Ma Mara ha iniziato a chiedermi cosa facevo nella serata, dove cenavo, ecc... Vabbè, per farla breve , l'ho invitata a cena (anche se, per la verità, "mi sono sentito invitato".. da lei...). Tra l'altro eravamo davvero affamati. Pausa pranzo solo un velocissimo tramezzino. Siamo andati a cena in un posto carino. Piacevole serata a chiacchiarare di tutto... A parte un paio di telefonate dell'amico e qualche imbarazzo in Mara. Soprattutto alla seconda e ultima telefonata quando lei gli ha detto che era finalmente a casa ma che era così stanca che preferiva andare a dormire e si sono dati appuntamento per il giorno dopo. Beh.. pensavo.. come siamo tutti bravi a mentire quando desideriamo farlo... Mara era lì di fronte a me e senza alcuna difficoltà, mentre mi guardava, diceva all'amico che era a casa... L'unica sua vaga preoccupazione era tenere il cellulare stretto a sè in modo tale che non si potessero sentire i rumori di fondo.
Non ci siamo detti nulla sul punto, sono bastati alcuni sorrisi e sguardi di intesa. Però devo dire che ci siamo "abituati", nel senso che spesso capita che Lella mi chiami al cell. durante le pause pranzo e io sia in quel momento con Mara. E se Lella mi chiede dove sono o con chi sono non sto certo a dirle che sto con Mara. Le prime volte mi allontanavo dal tavolo... ormai da un pò le rispondo di fronte a Mara dicendole che sono solo, o che sono con clienti, o con qualche socio, ecc...
Piccole bugie per evitare fastidiosi equivoci.. e piccole bugie condivise..
La serata è trascorsa davvero piacevolmente. POi l'ho riaccompagnata alla sua auto. Siamo rimasti ancora me'zz'ora a parlare. Avevo la chiara sensazione che avrei potuto spingermi a fare qualcosa con lei. Ma non ho voluto. Non voglio creare problemi e lei e a me. Certo, questa storia di Mara con l'amico non mi sembra che inizi nel migliore dei modi. E anche lei ne è consapevole.
Oggi Mara mi ha telefonato. Non lo aveva mai fatto durante w-e o festivi, ma sapeva che ero solo. Voleva sapere come stavo. Bene, e pure lei. Poi ho sentito Lella. Ho voglia di vederla. E anche lei era contentissima di tornare.