giovedì, 26 giugno 2008, ore 01:26

Oggi sono stato con Mara da un nostro importante cliente. Abbiamo trascorso tutta la mattinata presso la sede della sua società , in altra città. Poi ci siamo presi un po' di meritata pausa.  Pranzo, sul tardi, in un posto assai carino, e un po' di tempo per noi. Avevamo voglia entrambi di parlare con tranquillità , di noi.  Mara sta bene. Mi sono ripromesso di non parlare più della sua vita. Mi sembra giusto, dopo quanto successo.  Mi sento di dire, e non credo di violare alcuna.. "privacy".. che sta vivendo una sua storia.  Forse non sarà LA STORIA, però è abbastanza tranquilla. Anche se, e l'ho ribadito anche a lei, mi sembra assai poco coinvolta, o meglio, non so, non esageratamente estusiasta.  Sarà anche il suo carattere, il suo spirito di indipendenza, il suo desiderio di non farsi "soffocare" da un rapporto da poco iniziato. Fatto sta che la mia sensazione è questa.

Ma più cercavo di farla parlare di lei e più Mara spostava l'argomento di discussione su di me.  Non c'era niente da fare. E quindi le sue domande, le sue richieste, il suo desiderio costante di capire le mie sensazioni, i miei desideri. E ha voluto sapere tutto di domenica. E scopro con piacere di non vivere più quell'imbarazzo forte che a vevo a parlarne con lei all'inizio. Ora mi è tutto più facile, o meglio, non è mai facile, ma riesco a parlarne con maggior scioltezza. E le ho raccontato che Lella, che avrebbe dovuto rientrare per cena in quanto avevamo tre miei amici che volevano vedere la partita di calcio dell'Italia con me. in realtà non è tornata. Mi ha chiamato versa sera chiedendomi se poteva restare fuori a cena e rientrare più tardi. E così è stato. Nel pomeriggio Lella e GP hanno fatto un lungo giro in moto con tanto di tour al lago. Sono andati anche in un posto dove si sarebbe potuto fare il bagno, ma non erano organizzati, in quanto privi di costumi. MI ha telefonato nel tardo pomeriggio. Stava bene, era contenta. MI ha chiesto più volte come stavo. Ma ero io a farle domande.  Gp voleva stare ancora un po' con lei, portarla a cena. Mi sono limitato a chiederle se anche se lo volesse. E la sua risposta è stata chiara. Aveva voglia di stare ancora con lui. Sono stato diretto e anche un poco ..volgare. Certo, siete stati in giro.. e ora avrà voglia di scopare con te...  Ma Lella, in questi casi, sa sempre rispondere con ironia... quell'ironia mista a desiderio di "provocarmi" ed eccitarmi al tempo stesso. Ovvio che ne ha voglia... ma pure io ne ho... E siamo andati avanti così per dieci minuti.  Poi io mi sono visto la partita (e vabbè.. è andata pure male..) con gli amici e Lella è rientrata verso l'una.  In realtà hanno poi cenato a casa di GP. Avrebbero voluto uscire e andare in un ristorante ma quando sono tornati a casa di GP per cambiarsi e poi farsi una doccia... hanno cambiato idea. Hanno cenato, arraggiandosi a mangiare quello che hanno trovato in casa e hanno passato gran parte del tempo a fare ben altro.  Ma di questo ne riparlerò.

Mara voleva sapere tutto da me. Capire quanto di masochistico c'è in me. Quanto questo soffire per la donna che amo mi crei al tempo stesso un sottile e doloroso piacere. E sapere se ho paura di prederla. Mi scuoteva per cercare di farmi capire che il rischio è grande, sempre più grande e reale. E che devo reagire. Metterla alla prova. Pretendere che non lo veda, anche solo per provare se Lella è ancora disposta ad ascoltarmi, a rinunciare la picere di vedere GP.  Anche solo per capire se GP per Lella rappresenti una evasione, il piacere di un rapporto che può vivere con la mia complicità, e che dà piacere a lei e anche a me o se, invece, rappresenti una persona della quale lei si sta lentamente innamorando o anche solo coinvolgendosi in modo sempre più incontrollabile.

Tutte domande alle quali non so dare risposte. So soltanto che non sto vivendo bene la situazione. Ho una paura fortissima di perderla. HO, a volte la sensazione, di averle lasciato troppa libertà nel vivere questa relazione. Temo di poter perdere il "controllo" della situazione. Anche se a volte penso che forse è  proprio questo che cercavo. Perdere il controlla della situazione. Arrivare al punto che fosse Lella ad avere la situazione in mano. La capacità e il potere di decidere, di scegliere.  Ma tuto questo fino a che punto ?

Non lo so ancora bene, e la discussione con Mara non mi ha fatto, ne peraltro poteva, chiarirmi le idee. Affiorano incertezze mai provate prima. Certo, in gran parte affievolite quando incontro Lella e vedo come si comporta con me.  So solo che sto provando una situazione di vera e totale confusione.

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domenica, 22 giugno 2008, ore 16:37

Tutto venerdì a casa a letto. Mi sentivo davvero spossato. E Lella è stata con me tutto il giorno. Già ieri stavo però meglio. Questo caldo mi ha aiutato. Siamo rimasti a casa da soli e abbiamo rinunciato ai vari impegni che avevamo con gli amici. A Lella piace occuparsi di me quando non sto bene. Cerca di fare ciò che può darmi piacere.  C'era un bel caldo ieri sera. Il primo caldo di quest'anno, proprio nel giorno più lungo dell'anno. Abbiamo cenato tardi, mentre guardavamo la partita di calcio dell'Olanda. Mi ero decisamente ripreso. Poi dalla veranda siamo passati al giardino, sotto il fresco del bersot, sorseggiando qualcosa di dissetante e gustandoci un gelato. ERa davvero bella Lella. Così poco vestita, dei pantaloncini corti e un top minuscolo. Eravamo seduti nelle sdaraio, uno di fronte all'altro. Si parlava e si scherzava. Il caldo non era più sofficante, anzi un leggera brezza rendeva piacevole la serata. Le ho chiesto di togliersi i pantaloncini. ..Ma dai, non stai bene?... non sei debole?... no, no, ora sto benissimo. Li ha fatti scivolare sulle gabe, fino a sfilarli del tutto. Togli anche il perizoma. Non ha obiettato nulla. L'ha sfilato lentamente. Mi piace guardarti così. Si è allungata sulla sdraio. Ha allargato leggermente le gambe. Toccati.  Si accarezzava le gambe, prima l'esterno delle cosce. Su e giù lungo le gambe. Poi l'ìinterno delle cosce. Mi piace guardarti mentre ti tocchi. Ha spostato il bacino verso il bordo della sdraio. Così potevo vederla meglio. E potevo vedere  bene, pur nella luce soffusa, le sue mani.  Toccati anche tu. Già lo stavo facendo. Poi ho slacciato i bermuda, e liberato il cazzo dai boxer.  Ci guardavamo fissi negli occchi. L'eccitazione cresceva. Mi piace d impazzire vedere Lella eccitata che si tocca. Alternavamo gli occhi tra noi e i nostri sessi. La mia mano che masturbava il cazzo sempre più rigido e le sue dita che giocavano tra le sue labbra. E poi la sua mano a premere il clitoride. Sempre più forte. E le dita scivolare dentro. Abbiamo paralto di noi, solo di noi. Di quanto riusciamo a desiderarci. Di quanto ci sentiamo indispensabili. Di quello che capiamo di noi e di ciò che ci risulta incomprensibile. Siamo andati avanti molto così. Rischiavamo di venire. Poi Lella si è alzata ed è venuta da me. H alalrgato le gambe ed è salita sopra. Lo ha preso con la mano e lo ha infilato dentro. L'ho abbracciata, le ho sollevato il top, per baciarle il seno, i capezzoli. Ci siamo baciati a lungo. Più passa il tempo e più mi piace baciare Lella, giocare con la sua lingua. Si muoveva soprattutot lei, io cercavo di assecondare il suo movimento. In quella magnifica posizione riuscivo ad entrarle dentro tutto, completamente. E siamo venuti così, quasi insieme. Lei un atimo prima. Siamo rimasti abbracciati, strngendoci forte. Poi lei si è sollevata piano piano, facendomi scivolere tutto sopra il cazzo. Si è accovacciata per baciarmelo, per leccarlo, ricoprirlo di baci.  Siamo rimasti ancora un'ora lì. A parlare. E a scherzare. Meno male che non eri in forma... e mi prendeva in giro...

Oggi ci siamo svegliati tardi. Caldo soffocante. Ma ci voleva. Ha chiamato GP. Era a casa, era libero e aveva voglia di vederla. Lella mi ha chiesto se poteva andare da lui. A casa sua, magari anche a fare un giro da qualche parte. Un giro in moto. Lui è un appassionato di moto. Si, se ti va puoi andare. Io ti aspetto. Non mi entusiasma l'idea che tu vada in moto con lui. Ma a dire il vero le mie preoccupazioni sono ben altre.... e lei lo sa.  La sto aspettando. Il caldo ora è ancora più soffocante, quasi da togliermi il respiro. Sarà un lungo pomeriggio.

 

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giovedì, 19 giugno 2008, ore 16:06

Sono stato via due giorni per lavoro e sono rientrato oggi... con la febbre!!!. Solo a me poteva capitare di influenzarmi a metà giugno... Mi sono già imbottito di tachipirina e pastiglioni vari per la gola, il tutto gentilmente offerto da Mara.  Ho già annullato gli appuntamenti di oggi, termino le cose più urgenti e mi fiondo a casa, a letto. Mi semba di avere un enorme masso sulla testa.  Mara voleva "cazziarmi" un po', ma viste le mie condizioni, ha preferito soprassedere.... Mi è andata bene... Però mi piace parlare con lei. La sua non è semplice curiosità, ma desiderio autentico di capire, di riuscire a comprendere ciò che mi spinge a fare certe cose. E devo ammettere che questo suo atteggiamento aiuta molto anche me , perchè mi costringe ad analizzarmi, a capire le motivazioni più profonde di certi miei comportamenti o desideri. Non che si riesca ad arrivare a chissà che, però ci si prova.

Lella avrebbe dovuto vedere stasera GP ma dopo che l'ho chiamata dicendole come stavo mi ha detto che avrebbe annullato l'appuntamento con GP.  Non le avevo chieto nulla, ma mi fa piacere trovarla a casa stasera.  Stop, vado.

 

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domenica, 15 giugno 2008, ore 18:38

Francamente non avevo molta voglia di aggiornare il diario oggi. Troppi pensieri, sensazioni che si accavallano, molte idee confuse. Lella, nel primo pomeriggio, è andata a trovare sua madre. Tornerà domani, in mattinata.  Il tempo orribile non consente di fare molto. Ho cercato di leggere per distrarmi, ma ora ho deciso di lasciare il mio caro Kureishi per scrivere qui. Forse per tentare di "riordinare" le idee. Anche se so che non servirà a molto.

Ieri sera siamo usciti a cena con i soliti amici. Lella non aveva incontrato GP in queste sere. Era impegnata con me alcune sere. Avrebbe voluto vederlo venerdì sera ma GP aveva un impegno familiare.  Dietro mie esplicite domande mi aveva risposto dicendomi che aveva voglia di incontrarlo. Anche in queste sere si sono sentiti spesso al telefono. In genere lui manda prima un sms chiedendole se può chiamarla. Lella risponde di si, dopo avermelo detto, e lui richiama. In genere le loro telefonate sono brevi. Io non sto lì accanto a sentire. Semplicemente continuo a fare ciò che sto facendo.  Già venerdì sera Lella mi aveva detto, sapendo della nostra cena del sabato sera, che le sarebbe piaciuto vedere dopo GP. Anche lui sarebbe stato fuori con suoi amici. Insomma, si sarebbero sentiti nel corso della serata per vedere se fosse stato possibile incontrarsi.  E sabato Lella me la ha ripetuto.  Mi sono limitato a dirle che non ci sarebbero stati problemi per me e che tutto dipendeva dagli orari, dall'andamento della serata, ecc...

Beh, ho passato il sabato sera in costante tensione. Da un lato la piacevole compagnia e anche Lella si è divertita molto e, dall'altro lato, l'ansia dovuta ai "programmi" di Lella. Si è scambiata qualche sms con GP. E ogni volta mi mostrava le sue risposte.  Anche GP era in un ristorante e non vedeva l'ora di lasciare gli amici per incontrare Lella. Desiderio reciproco da parte di Lella, confermato nei suoi messaggi inviati a GP.  L'accordo era di vedersi non appena possibile, al termine delle reciproche cene. Ciò che non mi aspettavo è stato il messaggio in cui GP chiedeva a Lella se poteva restare da lui... tutta la notte. Insomma fermarsi a dormire da lui.  Lella mi ha mostrato l'sms.  Non sapevo cosa dire. Mi si è gelato il sangue dentro. In quei momenti viene quasi a mancare il respiro. E a mente vola ad una velocità pazzesca. Pensieri, immagini, veloci, rapidissimi. E si immagina tutto. Lui e lei, a casa di lui. E tutta la notte insieme, a dormire nello stesso letto. E' un flash che sconvolge. E che provoca dolore, forte, intenso. Non era necessario chiederle se lo desiderasse, se voleva stare da lui a passare la notte. Ormai capisco Lella anche solo dallo sguardo, dai suoi occhi.  Mentre eravamo fuori dal ristorante a fumarci una sigaretta abbiamo avuto il tempo di scambiare qualche parola.  Non ci vado.. gli dico di no se non vuoi... per me non è un problema...ecc... ma è quello che vuoi?.. hai voglia di stare con lui?.... si.. e allora si... e poi qualche frase, qualche commento, mentre lei mi abbracciava... ma non lo fai solo per me.. piace anche a te, no?.. è così incredibilmente coinvolgente per entrambi.. da lasciare senza respiro...

E il resto della serata è volato via così. Ormai i miei pensieri erano catalizzati al "dopo".  Poi, dopo mezzanotte, una scusa per salutare gli amici.  E in auto la telefonata a GP. Anche lui si era liberato. E di nuovo fino a casa sua. E il saluto tra me e Lella. E una sensazione di forte gelosia, di un qualcosa che ti lacera dentro. Abbracci, baci e tanto silenzio tra noi.  Non ho voluto nellmeno guardarla mentre scendeva dall'auto. E poi via verso casa, con la sensazione di una eccitazione che  mi avrebbe accompagnato tutta la sera, anzi la notte.  E' diverso, molto diverso, sapere che non rientrerà.  Fino ad ora la aspettavo. Sapevo che ad una certa ora sarebbe rientrata. Ma ieri sera no. E andare a dormere da solo non è stato facile. Avrei voluto chiamarla , mandarle un messaggio. Ma sono riuscito a trattenermi. Mi frenava soprattutto pensare che lui avrebbe sentito la telefonata.  Non ho dormito molto. Anzi, quasi nulla. Una continua agitazione mi impediva di addormentarmi profondamente.  Ho cercato di placare l'eccitazione masturbandomi. Per due volte. Ma ciò che calma il corpo non serve a dare serenità alla mente. Lei continua per la sua strada. E tiene fermo il pensiero su di lei, continuamente e incessantemente. E' però stupendo rendersi conto di non potersi emancipare dalle proprie passioni. Ci tengono stretti, avvinti, ci avviluppano come in una morsa soffocante.

Ho rivisto Lella stamani , verso le 11.30.  Poche parole. Non avevo molta voglia di parlare. Avevo voglia di sentirla con me. Era sorridente, anche se stanca. Abbiamo scherzato su chi fosse più... stanco...

Era lei a farmi domande, a chiedermi di tutto. Voleva sapere come avevo passato la notte. E non le ho nascosto nulla. Pure lei non aveva dormito bene.  Sono rimasti svegli a lungo. Hanno scopato e molto. E il fatto di avere tutta la notte per loro ha fatto si che potessero "dilatare" i tempi. Gp aveva bevuto un po', era con gli amici e poi era particolarmente eccitato dall'idea di passare la notte con Lella.  Ma è venuto subito la prima volta, mentre per la seconda è stata un cosa molto più lunga.  Anzi, faticava a venire. Era ormai molto tardi e Lella lo ha fatto venire la seconda volta masturbandolo. Quante volte sei venuta?... due volte, ma sempre da sola... non trovo i tempi con lui... e poi ero stanca..volevo dormire e lui non veniva.. però è molto attento, premuroso, passionale... forse si lascia andare .. ma è ancora un poco trattenuto.

E tutto questo avveniva mentre Lella si docciava e io parlavo con lei.  Poi ha voluto riempire la vasca idro e farmi entrare con lei.  Mi ha fatto venire con le sue mani mentre mi raccontava. Ero troppo dolorosamente eccitato.  Poi il tempo di un rapido spuntino ed è partita.

Mi ha telefonato Mara poco fa. Sapeva che sarei stato solo questo pomeriggio. Voleva sapere come stavo. E le ho raccontaot tutto, così per poterle consentire di ...incazzarsi .. con me...Ma il suo modo di incazzarsi è l'unica possibilità che ha di cercare di capire ciò che io non so spiegarle... 

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mercoledì, 11 giugno 2008, ore 02:57

Solo stasera siamo riusciti io e Lella a parlare un po' tra noi. Lunedì ero  fuori a cena per lavoro e ieri sera eravamo entrambi ospiti a cena a casa di amici. Domenica sera Lella è rientrata tardi.  GP l'aveva riportata a casa. Le aveva chiesto di fermarsi a dormire da lui, ma Lella non ha voluto.  Voleva tornare a casa. Voleva vedermi. Voleva sapere come stavo. Si era resa conto che la sua improvvisa decisione di andare a casa di GP mi aveva lasciato un po'... così.. Ed era vero.  ma aveva voglia di vederlo, di stare un poco con lui. E' stata sincera in questo. Ero così contento di vederla che quasi non riuscivo a chiederle nulla. Cosa avessero fatto.. come.. e dove.. ecc...  Questa volta ho lasciato che fosse lei a parlare, a dirmi quello che desiderava. Ma Lella chiedeva solo di me, di come mi fossi sentito, di come avevo passato la serata, delle mie sensazioni, del mio stato.  E non ho potuto fare a meno di confessarle che mi ero sentito male, che avevo vissuto con dolore e tormento la sua lontananza, il suo desiderio di voler stare con lui.

Sono le questioni che abbiamo discusso anche questa sera. Con l'unica, ma importante, differenza che stasera eravamo entrambi "lucidi", mentre domenica sera io ero troppo sconvolto dalla situazione che si era creata. Riuscivo solo a dirle che ero felice di averla lì accanto a me. E che ero felice della sua... felicità..

E mi fa rabbia... mi scuote in modo incredibile questo contrastante turbinio di sensazioni. Lo stare male e , al tempo stesso, provare un costante stato di eccitazione, mentale e fisica. Ed è quello che più sconvolge e disorienta Lella. E al tempo stesso è fonte, anche per lei, di sensazioni forti. Lei avverte , e non potrebbe essere altrimenti, la mia eccitazione. E' sufficente che mi accenni a ciò che ha fatto con GP e io mi ritrovo incredibilmente eccitato. E non le stavo chiedendo nulla. E' stata lei a chiedermi insistentemente se avessi goduto. E si, ero venuto, quasi senza toccarmi, ma dopo un infinito sfiorarmi, provocato dall'unico e fisso pensiero su di lei, nelle mani di GP... e mi ero ritrovato a godere.. nelle mie mani..

Si spogliava in bagno mentre continuava a farmi domande. Mi sono spogliato pure io e la mia eccitazione era ancora evidente. Osseravo il suo corpo come un medico osserva la sua paziente... ricercavo quasi con ossessione un qualsiasi segno sul suo corpo, una sorta di vaga testimonianza del "passaggio" di GP... ma più la osservavo e più la trovavo bella e dolce, tenera e sensuale.  Più la guardavo e più sentivo di amarla e di desiderarla.  La consapevolezza che il suo corpo fosse stato appena violato, toccato, abusato, da un altro uomo, non mi frenava dal desiderarla.  Anzi, aumentava il mio incomprensibile desiderio. E alla fine, il risultato era solo e soltanto la mia visibile ed esplicita eccitazione.

..vieni a letto con me... vieni qui... le sue parole, i suoi modi, il suo atteggiamento... mi ha fatto totalmente sciogliere.... sdraiati qui... rilassati.. lasciami fare.... e mi sono abbandonato... completamente a lei.

Mi ha accarezzato dappertutto.. i piedi, le gambe.. e poi le spalle, il viso, il collo. Non tralasciava nulla. E poi una mano ad accarezzarmi il cazzo, dolcemente... Mi guardava fissa negli occhi e mi parlava. Mi ha raccontato i suoi desideri, la voglia di vedere GP, il piacere che lei prova a sentirsi così desiderata da lui. E anche il piacere che lei prova con lui. Non le chiedevo nulla, lasciavo che fosse lei a spiegarmi ciò che voleva. Non sa spiegare cosa prova per lui, non riesce ancora a capirlo. Non è niente del rapporto che la lega a me. Non cè nulla di quello che cementa la nostra relazione. Ma cè il piacere dell'incontro nuovo, con una dimensione di partecipazione passionale che la intriga molto. C'è un aspetto anche fisico e sessuale non indifferente. La curiosità, il desiderio  di provare piacere con un'altra  persona.  Tutte sensazioni che in condizioni normali, in un rapporto normale di coppia resterebbero al livello di pura fantasia, ma che la particolarità della nostra relazione hanno reso possibile ed esperibile. E di questo ne avverte tutti i rischi e i limiti.  Ma ne apprezza, al tempo stesso, tutti i conseguenti piaceri.

Solo qualche dettaglio su quello che hanno fatto... sui baci di lui e i baci di lei. E l'orgasmo provato...peraltro sempre impossibile da descrivere... ma dettagli sufficenti a farmi impazzire e venire mentre la sua mano continuava ad accarezzarmi... e venire e godere non più con dolore.. ma con una infinita e piacevole sensazione...

Così come piacevole è stato continuare ad accarezzarci e baciarci, stretti nel nostro letto, fino ad addormentarci, ormai spossati. E di questo abbiamo parlato questa sera. Entrambi consapevoli di esserci affacciati ad una realtà fatta di sensazioni che fatichiamo a comprendere fino in fondo.

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lunedì, 09 giugno 2008, ore 00:20

Non mi apsettavo di finire il week-end così. Da solo. Non sono tranquillo. Scrivo e aggiorno il diario così mi distraggo. Forse.

Sapevamo che il tempo in questo fine settimana non sarebbe stato bello ma dovevamo comunque andare al lago. Alcuni lavori da controllare diverse cose da sistemare. Poi, tra piogge varie anche il tempo per prendere un po' di sole, seppur a tratti.

Ieri sera avevamo amici a cena. E' stata una serata divertentissima. Ottima cena e ottima compagnia.  Abbiamo anche ballato e cantato. Tra i tanti argomenti di discussione ad un certo punto abbiamo iniziato a parlare di ...tradimenti. Complice una puntata, credo di porta a porta di Vespa, che aveva per argomento i tradimenti delle mogli , a seconda dell'età. Opinioni diverse e variegate.  La discussione si è fatta più interessante quando M... ha cominciato a parlare di quelli che praticano scambismo , che vanno nei privè (locali che hanno sempre più successo..) e addirittura di quei mariti che fanno scopare la propria moglie da altri uomini... e che pure ci godono...  Sconcerto generale e le femminucce presenti addirittura incredule. E M... che insisteva nel dire che certe persone esistono. Io stavo zitto e ascoltavo, mentre Lella invece mostrava interesse e curiosità, e tempestava il nostro amico di domande. Ogni tanto incrociavo lo sguardo di Lella. Avvertivo quella splendida complicità che ci lega e vi avviluppa e, al tempo stesso, ci fa sentire lontanissimi dagli altri.  Lo so bene, e lo sa bene anche Lella che siamo noi ad essere un po' "diversi"...  Mentre sono assolutamente normali i comportamenti e le reazioni degli altri.

Però vedere Lella così ingenuamente "provocatoria" mi faceva letteralmente impazzire... E mentre ci incontravamo da soli, in cucina o in giardino, non potevamo non sorridere tra noi e confermare tra noi stessi questa nostra complice follia.  Appena gli amici se ne sono andati e siamo rimasti soli non abbiamo perso tempo. Avevo voglia di lei e lei di me.  Lella era in cucina a caricare la lavastoviglie mentre io le portavo piatti, bicchieri, ecc... Mi sono messo dietro di lei. L'ho accarezzata, baciata sul collo. La tenevo da dietro mentre la toccavo. Le ho slacciato la camicetta, ho infilato la mani sotto il reggiseno. Lei stava ferma. Ha appoggiato le mani su top della cucina. Mi strusciavo contro di lei. Lei si muoveva con i fianchi. Le ho slacciato i jeans, li ho fatti sfilare dalle sue gambe. Ho infilato una mano tra le sue gambe. Sentirla umida è fantastico. Mi sono chinato dietro di lei, le ho sfilato il perizoma e ho inziato a baciarla. Lella si è piegata, ha allargato le gambe appoggiando il viso sulla cucina. Vedevo le sue gambe allargate, il suo magnifico sedere... ho iniziato a baciarla e leccarla... mi sono rialzato, mi sono slacciato i pantaloni e ho appoggiato il mio cazzo tra le sue natiche.  L'ho mosso un poco, su e giù..  e poi sono entrato dentro di lei. La tenevo per i fianchi mentre mi muovevo dentro. E' stato un orgasmo rapidissimo per entrambi. Le davo colpi fortissimi.. Lella picchiava la testa contro la parete della cucina.. ma non mi fermavo e neppure lei.. che mi incitava di continuare.  E siamo venuti così, in piedi, mezzi vestiti.

Ci siamo rilassati e poi siamo andati a letto. Lo abbiamo fatto ancora. Io pensavo che avremmo dormito. Ma Lella ha inizato a toccarmi e poi si è piegata su di me. Ha cominciato a baciarmelo. E la sua lingua ha fatto il solito effetto. Mi sono ritrovato con il cazzo duro. Ho lasciato a lei qualsiasi iniziativa. Nonostante il vino bevuto a cena, qualsiasi effetto inibitorio è venuto meno quando Lella mi ha chiesto di incularla. Il tempo di prendere la crema e lei era già nella sua posizione preferita. La testa piegata sul cusciono e il suo magnifico culo proteso verso di me.  E siamo venuti così. Io dentro di lei, mentre le nostre dita si incrociavano nelle sue labbra.

Ci siamo svegliati tardi e abbiamo fatto alcuni necessari lavoretti. GP ha iniziato a cercare Lella. Prima con sms e poi al telefono.  In questa settimana non sono riusciti a vedersi la sera. Impegni reciproci non coincidenti.  Poi, prima di partire una lunga telefonata tra loro, mentre io caricavo l'auto.  GP aveva voglia di vedere Lella. Ho chiesto a lei. Anche Lella aveva voglia di vedere GP.  Poi in auto si sono sentiti ancora al cellulare.  A un certo punto Lella mi ha chiesto se poteva passare da lui questa sera.  Mi sono sentito male... il solito male che ormai ben conosco. Ma quando?.. stasera??.. ora..?... Beh, puoi portarmi lì da lui, sotto casa sua, resto un poco a salutarlo, poi mi riporta lui a casa...

Non era mai successo prima. Lo so che è solo una questione di forma. Ma portarla a casa sua, sotto casa sua... mi sembrava davvero troppo... Ma l'ho fatto. Sapevo più o meno dove abitava. nel senso che conoscevo la via. Ma non certo la casa.  E l'ho lasciata sotto il suo palazzo. Ci siamo baciati. Torno presto, stai tranquillo. E si, è una parola... stai tranquillo... E' difficile descrivere cosa si prova in quei momenti. Vedere Lella scendere dall'auto, attraversare la strada.. per andare da lui...

Avevo la testa che scoppiava... il cuore in tumulto.. un dolore fortissimo dentro.. e una eccitazione oscena tra le gambe... Ho fatto il percorso fino a casa con il cazzo duro. Cercavo di temerlo a bada con la mano. Ma era sempre più duro. E il vortice dei pensieri, delle immagini che scorrevano nella mia mente... loro che si vedono, si abbracciano, si baciano, si parlano... e si spogliano e ... e...e....

E sono qui ancora a pensare... e ad aspettare Lella...

Non lo so.. stasera faccio più fatica del solito. E cerco di distrarmi.

Ne approfitto per qualche comunicazione.

In tutti questi anni non ho mai censurato nè cancellato alcun commento. L'ho fatto una sola volta su esplicita richiesta dell'autore che mi aveva chiesto, con un messaggio privato, di cancelare il suo commento. Cosa che io ho fatto.

Ho già più volte scritto che mi lasciano indifferenti i commenti, anche i più negativi nei miei confronti, ma che non mi piacciono gli insulti tra i vari commentatori e, a maggior ragione, quando nulla hanno a che fare con gli argomenti trattati nel mio diario.  Quindi, spero di non leggere più insulti gratuiti (coglione , ecc...) , minacce (spacco la testa, ecc...) divagazioni politiche fuori luogo e, tra l'altro, pateticamente motivate (fascista, razzista, ecc....) o comparsate come quelle di  quel decerebrato che si limita a dare del babbeo ...

Ci sono migliaia di blog... tutti belli e carini... e cè spazio per tutti.. e per tutti i gusti...  

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giovedì, 05 giugno 2008, ore 01:16

Oggi ero davvero incazzato. Un problema di lavoro. Non avevo alcuna colpa nè una minima responsabilità ma mi incazzo quando uno stronzo di cliente crede di addebitare ad altri colpe che sono solo sue. Non ho più la pazienza nè la voglia di mediare.  Vada dove vuole. Ci sono tanti professionisti.

Lella aveva già capito oggi quale fosse il mio umore. Ma stasera è stata brava a farmi passare l'incazzatura. O meglio a.. distrarmi a modo suo. E' sufficente che mi parli di GP e la mia concentrazione si spoasta su altro argomento. Si sono visti ieri a pranzo, dopo il ponte. Si sono parlati al telefono durante il fine settimana. GP era via con amici ma le ha confessato che avrebbe preferito stare con lei. Anche Lella aveva voglia di vederlo. Sono stati a pranzo insieme. Poi una passeggiata ai giardini poco distanti. Solo l'accasione per alcuni baci. Ne aveva voglia lui e pure lei. Domani sera si vedranno. Lui ha voglia di stare un po' con lei. Beh.. sicuramente ha voglia di scopare con te....non è solo quello, lo sai bene anche tu.. sei acido stasera...

Si, è vero, ero un poì acido. Le incazzature non passano velocemente.  Non riesco a capire se quello che provo, o meglio, se le nuove sensazioni che sto provando siano dovute al coinvolgimento di Lella o al fatto che io ne sia , in un certo modo, escluso. E se ci rifletto bene mi rendo conto che poi è lo stesso problema. La mia "esclusione" non è semplicemente dovuta al fatto che io non partecipo nè assisto agli incontri tra Lella e GP. Erano già accaduti incontri del genere.  Ma in quei casi si trattava di incontri sporadici e con persone che io conoscevo (che poi era Peter). Ora è ben diverso. GP non lo conosco, nè lui conosce me. E il coinvolgimento di Lella è altrettanto diverso.

Sono convinto del fatto che Lella non voglia nascondermi nulla del loro rapporto. Tanto è vero che mi parla spesso di ciò che le piace di GP. Del suo carattere, del suo aspetto fisico. Risponde alle mie domande, tutte. Mi dice quali sono le cose che le piacciono del suo carattere (.. è dolce, premuroso, attento e curioso. E' colto e pieno di interessi..) e quelle meno (è un po' permaloso, a volte troppo serioso, poco autoironico..). Pensa che sia abbastanza geloso, sicuramente un pò possessivo. Tanto che questa situazione, per lui assolutamente nuova e strana, lo disorienta non poco. E così anche per l'aspetto fisico. A Lella piacciono i suoi occhi, la bocca, la forma del viso. Ma non ha le mani belle ... mi dice... Bel fisico in generale. Niente pancetta, ma pure niente.. culo... quasi piatto... Ma belle gambe  e bel cazzo..

Dettagli, ovvio. Sui quali scherza con me. Ma a Lella è sempre piaciuto giocare sui dettagli fisici. Lo fa anche con me.  Beh, alla fine della nostra chiacchierata serale, l'incazzatura mi era passata

E domenica sera abbiamo visto Giulio. Anche Lella voleva incontrarlo, era da un po' che non ci si vedeva. Ma io non volevo semplicemente incontrare Giulio e i suoi amici. Volevo di più. Non ne avevo parlato con Lella, ma lo desideravo. E così è stato. Dopo la serata al ristorante e un salto in un locale siamo andati a casa di Giulio. Solo noi tre e Lella era d'accordo. Avevo voglia di condividerla con Giulio. Avevo voglia di vederla con un altro uomo. Ma non volevo assistere questa volta.  E, infatti, per gran parte del nostro incontro siamo stati insieme dentro di lei.  Una magnifica e prolungata doppia penetrazione. Io prevalentemente dietro di lei. Così mi ha voluto. E io ho amato vederla e sentirla stretta tra noi due.

Poi, tornando a casa, Lella mi ha detto che le erano mancate certe sensazioni. Di avermi con lei così. Di sentirmi e vedermi accanto a lei. Sono le stesse sensazioni da me provate.

 

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